I nostri ragazzi a San Paolo «Infinita giungla artificiale»

I nostri ragazzi a San Paolo
«Infinita giungla artificiale»

Primi segnali dai social per Masnago, Besozzo e Carnago.

Stupore a San Paolo, città gemellata con la diocesi di Milano, per i giovani varesotti partiti alla volta del sud America per incontrare papa Francesco che alle 21 di oggi raggiungerà Rio de Janeiro per la Giornata Mondiale della Gioventù.

Seguendo le indicazioni di papa Bergoglio per lo speciale appuntamento non mancano di attivare la comunicazione sociale anche da oltre oceano.

Qualche problema di connessione sia per i 16 di Masnago che per i 60 di Besozzo – Carnago, ma finalmente i messaggi dal diario di viaggio iniziano ad arrivare.

«Ieri giornata a Sao Paulo con le nostre guide Arturo e Tony – scrivono su Facebook quelli di Besozzo – Carnago -.La prima sensazione, penso di tutti, è stata di totale stupore: quella che, dal finestrino dell’aereo, sembrava una flebile diffusa dice giallognola si è rivelata ben presto essere una infinita giungla artificiale con centinaia di grattaceli. Tutto questo però ci ha anche fatto riflettere: da un lato i quartieri europeo e americano, con auto di lusso e splendori architettonici, dall’altro la situazione degradata, moralmente e socialmente, del centro storico… La sera abbiamo partecipato alla messa di chiusura della settimana missionaria: un vero e proprio tuffo nello spirito della GMG, a contatto con il mondo intero».

Per Masnago è, invece, Emanuele Zinco a tenere aggiornati i giornalisti. «Sao Paulo, che sorpresa! Quando parti per un viaggio come questo non sai mai cosa capiterà di preciso: se e quando mangerai, se dormirai in un letto o sul pavimento, come saranno le persone… nonostante tutti questi dubbi, l’impatto con la città, con la diocesi, ma soprattutto con la parrocchia N. Senhora das Graças che ci ha accolto in questi giorni, non poteva essere migliore! Già all’aeroporto, provati dalle dodici ore di volo e un considerevole ritardo, abbiamo trovato ad attenderci i volti sorridenti e gli abbracci calorosi dei volontari che ci hanno trasportato con i loro mezzi nella chiesa dove, ad aspettare questo gruppo di sedici varesini, era presente tutta la comunità! Come Abramo alle querce di Mamre, così il parroco, le famiglie, i ragazzi e gli anziani di questa parrocchia ci hanno aspettato “nell’ora più calda”, ci hanno preparato da mangiare, ospitati nelle loro case, guidato nella visita della città, ci hanno offerto tutto il loro amore, la loro disponibilità, la loro attenzione a ogni nostra piccola o grande esigenza, facendoci sentire come a casa! Siamo partiti per Sao Paulo con le parole “fate discepoli tutti i popoli”, ci spettavamo quindi di essere missionari in qualche attività di soliderietà. E così è stato per i primi venti metri di favelas, quando durante la distribuzione di beni di prima necessità siamo stati “invitati” a tornare indietro. Per il resto del tempo sono stati i nostri nuovi amici i veri missionari, facendoci riscoprire la gioia e la novità dell’essere cristiano.

L’esempio più chiaro di questa chiesa missionaria, lo abbiamo sperimentato sabato sera alla messa del mandato per Rio, dove non si è fatta attendere la voglia di sentirsi un’unica Chiesa, un unico corpo, un’unica famiglia. Se questa esperienza nella città più popolosa del Brasile è stata un assaggio di quello che vedremo nei prossimi giorni a Rio, allora siamo sicuri che la nostra meraviglia sarà ancora maggiore! Non ci sono poi molte parole per far capire il senso di queste giornate, se non stupiti e obrigado, che in portoghese significa grazie!».

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