I parcometri e la fregatura della pausa pranzo

VARESE  I parcometri non «inganneranno» più i cittadini. È stato denunciato più volte il disservizio del pagamento della sosta nei parcheggi pubblici di Avt, dove le macchinette che consegnano il biglietto sono in funzione anche nelle fasce orarie quando la sosta è gratuita. Un fatto che spesso trae in inganno gli automobilisti, i quali se non leggono attentamente i cartelli posizionati vicino ai posti auto, ma non vicino ai distributori, rischiano di pagare anche quando non devono.

O, se non hanno spiccioli, finiscono per sforare il limite del pagamento e quindi nelle sosta viene conteggiato anche il tempo nel quale non si dovrebbe pagare. Ad oggi infatti i posti a parcometro sono gratuiti dalle 12.30 alle 14.30 dei giorni feriali, e la sosta a pagamento finisce dopo le 20. I giorni festivi il parcheggio è completamente gratuito. Ma i distributori continuano a funzionare ininterrottamente, 24 ore su 24, ed anche nei festivi.

«Abbiamo presentato la questione in consiglio di amministrazione – spiega il presidente di Avt Maurizio Marino (Pdl) – ed abbiamo deciso di trovare una soluzione. Sicuramente non sarà una questione facile da affrontare, perché mentre per i parcometri più moderni penso sia possibile riprogrammare il software ed inserire quindi la sospensione del servizio nelle ore di gratuità, in città abbiamo ancora un buon numero di macchinette vecchie, il cui funzionamento è da verificare. Abbiamo comunque chiesto agli uffici di verificare il funzionamento. E dopo l’estate vedremo quello che si può fare».

Il passo in avanti è importante, perché è la prima volta che la società prende in considerazione la possibilità di modificare il funzionamento dei parcometri. L’unico precedente è risale ad anni fa, quando il Pd pretese ed ottenne che la tariffazione oraria venisse frazionata, mentre prima era possibile pagare solo attraverso scatti molto più rigidi, invece di pagare la sosta effettiva attraverso scaglionamenti di 0,20 euro l’uno. Certo, a Varese rimangono altre situazioni strane. Come il fatto che i distributori dei biglietti, presenti sugli autobus, di Sila non prevedano il resto, quando il biglietto costa 1,05 euro.

f.tonghini

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