I saldi stavolta non deludono Non c’è il botto ma l’incasso sì

I saldi stavolta non deludono
Non c’è il botto ma l’incasso sì

«Sono andati come lo scorso anno, forse meglio, di sicuro non peggio». Questo il bilancio delle prime settimane di saldi invernali tracciato dai commercianti varesini.

«Un negoziante può dire che sta lavorando bene quando vende il 55% della merce a prezzo pieno. Se così accade, la restante parte può essere venduta scontata dal 20 al 40% – afferma, della valigeria Ambrosetti e vice fiduciario del settore abbigliamento e accessori di Confcommercio – Va male quando si è costretti a mettere in saldo più del 50% della collezione di stagione. Il Natale è andato discretamente, quindi le proporzioni di vendita che garantiscono un profitto dovrebbero essere rispettate».

I saldi ormai durano sei mesi all’anno. Le svendite di fine stagione invernali funzionano diversamente rispetto a quelle estive perché c’è di mezzo il Natale con i regali da fare.

Se in estate si aspettano i saldi per rivestirsi da capo a piedi, in inverno si compra più spesso o qualcosa di veramente necessario o uno sfizio in più.

Ambrosetti fa anche un’altra valutazione: «Il saldo per funzionare deve essere un evento e quest’anno è stato così». «Lo scorso anno i saldi erano stati sottotono dal momento che la Regione aveva dato la possibilità di fare promozioni nei 30 giorni precedenti, cosa che aveva portato alcuni commercianti a scontare la merce addirittura del 50%, storpiando la filosofia dell’operazione che voleva incentivare l’acquisto di quei capi di abbigliamento che, non incontrando lo stragrande gusto dei clienti, rischiavano di rimanere in magazzino – spiega il negoziante – Anche quest’anno, tra carte fedeltà e altri meccanismi “furbetti”, ci sono stati ribassi, ma complessivamente i saldi erano attesi dai clienti. C’è chi dice che sarebbe stato meglio farli partire dal 15 gennaio, ma io mi domando: e dal 5 al 15 cosa avremmo venduto? Sarebbe stato comunque un periodo “fermo”».

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