I sindaci fanno sul serio: «Seguiteci»

Sei sindaci a difesa di Malpensa. Con una sfida alla politica: mettere da parte le bandiere e schierarsi tutti, senza distinzioni, a difesa del territorio.

I sindaci delle sei principali città che gravitano intorno allo scalo si sono riuniti ieri a Gallarate: oltre al padrone di casa c’erano i primi cittadini di Varese, Busto Arsizio e Magenta, più il vicesindaco di Legnano. Unico assente il capo della giunta di Novara, che ha aderito via email.

Sul tavolo la tutela di Malpensa di fronte al decreto Lupi e alla liberalizzazione senza termini degli slot a Linate. Un’operazione che i sei sindaci vorrebbero estesa anche allo scalo della brughiera.

Oltre a questa richiesta, nel documento sottoscritto c’è anche la richiesta di rivedere le tariffe aeroportuali.

Ovvero rendere più conveniente per le compagnie atterrare a Malpensa, l’aeroporto più lontano dal centro di Milano. «Più che il contenuto del documento, l’aspetto importante è che sindaci di tutte le parti politiche vogliono mettersi insieme per ribellarsi all’ennesima offesa per il nostro territorio», il commento del varesino Attilio Fontana.

Qui sta la sfida: ai consiglieri regionali e ai parlamentari di Forza Italia, Lega Nord e Pd che lunedì hanno convocato due conferenze stampa distinte al Pirellone su Malpensa, i sindaci chiedono unità. «Ci auguriamo che si schierino con noi tutti coloro che vogliono veramente bene al territorio», conclude il numero uno di Palazzo Estense. Prima di arrivare a coinvolgere Milano e Roma, però, il comitato dei sindaci vuole unire tutto il territorio del Varesotto, del novarese e dell’Altomilanese sotto un’unica bandiera. «Venerdì avremo il testo definitivo di un documento che distribuiremo a tutti i primi cittadini dei territori interessati», fa sapere il capo dell’esecutivo gallaratese Edoardo Guenzani.

I sindaci saranno convocati a Gallarate il prossimo 21 ottobre per discutere e aderire formalmente al comitato. Dopodiché toccherà alle parti economiche e sociali: Camera di Commercio, Univa, associazioni di artigiani e commercianti, sindacati.

«Vogliamo superare le difficoltà che si sono evidenziate in questo periodo», prosegue Guenzani, «e trovare una proposta unitaria che ci consenta di fare pressione e di risolvere i problemi di Malpensa». Il sindaco di Gallarate definisce «lodevoli e corrette» le iniziative messe in campo dai partiti.

Il fatto è che «possono essere lette come di parte, mentre la nostra idea è che le forze politiche aderiscano all’azione dei sindaci, privilegiando questa iniziativa istituzionale». Giù le bandiere di partito, insomma, in alto quelle del territorio.

Ne è convinto anche Gigi Farioli, primo cittadino di Busto Arsizio. «Il decreto Lupi rischia di essere un colpo mortale per lo sviluppo di Malpensa e di tutto il quadrante Nord Ovest».

Per scongiurarlo, il primo inquilino di Palazzo Gilardoni ha aderito a quella che definisce «una forte azione dei sindaci che vogliono far convergere tutti su una proposta che permetta di non precludere lo sviluppo del territorio».

Farioli è sicuro che si riuscirà ad andare oltre agli steccati politici. «Non solo si può, ma si deve: noi sindaci chiamiamo i partiti ad essere al servizio del territorio».

Oltre a superare i confini politici, l’iniziativa va oltre anche a quelli provinciali.

«Abbiamo percepito il pericolo che corre l’area attorno a Malpensa», il commento del vicesindaco di Legnano Pierantonio Luminari, «bisogna agire subito e in questo momento gli interpreti più efficaci delle aspettative del territorio sono i sindaci». Come quello di Magenta Marco Invernizzi: «Per una volta siamo noi a fare una proposta», l’appello, «la politica ci ascolti».

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