Ian McEwan: Curiosità unico antidoto alle credenze apocalittiche

Ian McEwan: Curiosità unico antidoto alle credenze apocalittiche

Roma, 20 gen. (TMNews) – L’Apocalisse non arriverà, e gli unici strumenti che ci salveranno da un futuro incerto sono la saggezza e la curiosità. Lo scrittore inglese Ian McEwan, ospite d’onore della prima giornata del Festival delle Scienze di Roma dedicato a “La fine del mondo”, ha le idee chiare: “Non abbiamo ragione di credere che esistano date scritte nel libro del cielo o dell’inferno. Possiamo ancora distruggerci oppure, forse, cavarcela. Affrontare tale incertezza costituisce il mandato della nostra maturità e l’unico sprone ad agire con saggezza” ha spiegato lo scrittore al pubblico romano.

McEwan nei suoi romanzi, ultimo fra tutti “Solar”, ha spesso affrontato il tema della conoscenza scientifica, ma al tema della fine del mondo ha dedicato proprio un piccolo pamphlet, “Blues alla fine del mondo”. In questo testo, che è stato alla base della sua lezione al pubblico romano, McEwan ripercorreva varie teorie apocalittiche, arrivando alla conclusione che l’uomo è responsabile delle proprie azioni, non ha nessuna possibilità di prevedere cosa succederà in futuro, e che solo attraverso la curiosità scientifica e storica può capire che le profezie annunciate in passato non si sono mai avverate e che l’uomo nell’universo ha solo un ruolo parziale e relativo.

Nel suo intervento a Roma lo scrittore inglese ha ricordato come oggi la fantasia di una fine collettiva violenta è di nuovo diffusissima, così come lo sono i movimenti apocalittici, pacifici o bellicosi, musulmani o cristiani, specialmente in America, nonostante la storia abbia sempre smentito le loro profezie. McEwan ha parlato nel suo intervento del libro dell’Apocalisse e delle assurde credenze dei Davidiani, che nel 1983 a Waco, in Texas, si suicidarono per dar via all’alba del

nuovo mondo, e proprio grazie ai suoi studi sul tema delle credenze sulla fine del mondo oggi afferma: “Sono ormai secoli che la fine viene annunciata come imminente, ma l’evento non si è mai verificato, eppure nessuno si lascia scoraggiare a lungo. L’evidente debolezza del genere umano porta con sé fantasticherie espiatorie di castighi e ricompense ultraterrene”. Mentre, secondo lo scrittore, solo la curiosità e la razionalità sono garanzia di indipendenza mentale, e permetteranno sempre all’uomo di sopravvivere.

Fla

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