BUSTO ARSIZIO Vivere con 800 euro lordi al mese. E’ la prospettiva della maggior parte dei lavoratori e delle lavoratrici dell’ex Ibici di via Baden Powell in zona industriale che tra qualche giorno chiude bottega definitivamente. «Ma noi non molliamo la presa – assicurano i dipendenti – finché non otteniamo tutto quello che ci spetta presidieremo la fabbrica». Intanto però la favola dell’Ibici è finita per sempre. Venerdì mattina i lavoratori di via Powell hanno listato a lutto i cancelli della fabbrica, con un drappo nero che ricorda la fine di un’avventura dopo 50 anni di storia gloriosa.
Non fiori ma offerte di lavoro» la provocatoria conclusione dell’annuncio funebre. Per la maggiorparte dei 58 dipendenti rimasti in forza all’Intimfashion (il gruppo ravennate subentrato da due anni alla storica proprietà Sarfati) quella fabbrica e quelle macchine per produrre le mitiche calze “made in Busto” sono state l’unico posto di lavoro di una vita. «Il nostro cruccio è sapere che gli ordini ci sono ancora e che abbiamo i clienti arrabbiati perché non riusciamo a rifornirli – sottolinea Donatella Calloni, da 17 anni in Ibici – non si può produrre perché non ci sono i soldi per acquistare la materia prima, addirittura siamo stati per 15 giorni senza corrente». Ora il futuro è un’incognita. Partita nei giorni scorsi, la cassa integrazione verrà garantita direttamente dall’Inps e dalle banche («l’abbiamo preteso, così siamo sicuri di ricevere i pagamenti – spiega Marisa De Stefano, rappresentante sindacale interna – con tutti gli arretrati ancora non pagati, il saldo di aprile e maggio, la quota mensa e la quattordicesima del 2009, non avremmo potuto fidarci di avere l’anticipazione del mensile dall’azienda»), ma non è certo una garanzia per la qualità della vita delle proprie famiglie.
Ma quello che preoccupa è il “dopo”. «Se ci danno il secondo anno di cassa integrazione, in 25 possono agganciarsi alla pensione alla fine del periodo di mobilità, altrimenti chi trova un lavoro con 30-35 anni di anzianità alle spalle?». In Romagna è intervenuto il sindaco per sbloccare il saldo di aprile. In via Powell invece di politici non se ne sono visti, soprattutto per scelta dei lavoratori, Restano solo tristezza e rassegnazione, con la prospettiva di sopravvivere con i soldi dell’Inps. «Se qualcuno ha bisogno, siamo in 60 e siamo pronti a lavorare».
Andrea Aliverti
m.lualdi
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