Il Baretto, una comunità nel cuore del rione

Il racconto di Marco Tavazzi

In una grande città, quello che si rischia di perdere, è l’elemento della vicinanza umana. Quel legame che fa la differenza e rende i cittadini non persone individuali e indifferenti al prossimo, ma una vera comunità.

Le dimensioni di una città a volte fanno la differenza e i legami comunitari sono più facili da mantenere nelle realtà più piccole.

E qui Varese ha una peculiarità che facilita questo fenomeno, dal momento che, come sappiamo bene, la Città Giardino è un esempio di realtà urbana costituita da diversi “piccoli centri”, i rioni e le castellanze, che anticamente erano in molti casi indipendenti e avevano comunque una vita separata e autonoma. E bene o male continuano ad averla ancora oggi.

La vita di quartiere, più che nelle altre città, viene maggiormente vissuta e sentita sul nostro territorio. La presenza dei numerosi circolini, nati all’inizio del Novecento, ancora attivi ne è la dimostrazione.

Ma ci sono anche altri numerosi punti di riferimento. In un quartiere “moderno” come è quello delle Bustecche, cresciuto con l’urbanizzazione degli anni Sessanta, ci sono realtà aggregative. E una di queste, quella più forte, alle Bustecche, è senz’altro il Baretto di piazza De Salvo. Punto di ritrovo e luogo di aggregazione positiva per il quartiere. Un omaggio a chi, con il proprio lavoro, tiene aperte queste realtà.