Mi accingo a parlare di un’esperienza alquanto insolita, che non capita certamente a tutti gli studenti e che mi ritengo fortunato per aver potuto vivere.
La nostra classe si è recata negli studi Rai di Roma il 24 marzo per registrare una puntata della trasmissione “Per un pugno di libri”, andata in onda su Rai 3 sabato 5 aprile alle 17:50.
Il professor Silvio Raffo, nostro insegnante di storia della letteratura, aveva ricevuto l’invito da parte del professor Piero Dorfles, conduttore della trasmissione insieme alla celeberrima Geppi Cucciari, a portare una delle sue classi in televisione: la scelta è ricaduta su noi della 3C, in quanto studenti dell’ultimo anno.
La Rai aveva già predisposto i mezzi necessari per consentirci di raggiungere Roma e di tornare a Varese nell’arco di una singola giornata: siamo partiti intorno alle 8:00 da scuola per arrivare alle 14:00.
Dopo essere stati accolti calorosamente, abbiamo pranzato e abbiamo incontrato i nostri sfidanti: erano i membri di una quinta di un liceo scientifico di Tolentino che, come al momento ci ha sottolineato diverse volte il professor Raffo, erano molto più impegnati nel ripasso rispetto a noi.
La registrazione è cominciata e, dopo la presentazione delle due classi, ha avuto inizio la gara: nel primo gioco abbiamo dovuto indovinare il titolo di un libro simile a quello portato in gara dalle due classi, che nel nostro caso era “La scomparsa di Patò” di Andrea Camilleri.
Sfortunatamente abbiamo sbagliato risposta dopo esserci prenotati e la prima manche è andata alla squadra avversaria.
Nel secondo gioco, “Per chi suona la campana”, la situazione si è ribaltata grazie al nostro corridore, Rodolfo, veloce nel prenotarsi, e al portavoce della classe, Jonathan, abile a suggerire velocemente i titoli delle opere che venivano lette.
Nel terzo gioco, “Una cartolina da…”, abbiamo indovinato l’incipit del libro dopo poche righe: si trattava di “Sostiene Pereira” di Antonio Tabucchi.
Sulle domande di cultura generale abbiamo permesso alla classe di Tolentino di accorciare le distanze, anche a causa della nostra gaffe su quale fosse il quotidiano più antico d’Italia: la nostra risposta è stata “La Gazzetta dello Sport”, invece di “La Gazzetta di Parma”.
Dopo alcune domande sui nostri libri preferiti , è arrivato il momento di “Fuori l’autore”.
Ero molto teso nel momento in cui sono comparso davanti alla conduttrice per dire il nome del primo autore: al libro “Gente di Dublino” ho associato correttamente il nome di James Joyce, conquistandomi il diritto di restare in fila.
Putroppo sono stato tradito dall’emozione nel momento in cui Geppi Cucciari mi ha chiesto l’autore di “L’educazione sentimentale”: in quel momento non ricordavo che fosse il noto romanziere francese Gustave Flaubert.
Fortunatamente siamo riusciti a portare a casa anche questa manche, ancora una volta grazie alla bravura di Jonathan, unico di noi a essere rimasto in gara fino alla fine.
Nell’ultimo gioco abbiamo perso il nostro vantaggio ed è stato quindi necessario ricorrere allo spareggio.
La tensione era alta: sapevamo di essere dei privilegiati anche solo per il fatto di partecipare al programma, ma, arrivati a quel punto, volevamo portare a casa la vittoria, per rendere la nostra scuola e la nostra città orgogliosi di noi.
Siamo riusciti a conquistare il punto decisivo nella seconda, grazie all’ennesimo “colpo di genio” di Jonathan.
Soddisfatti per la vittoria, siamo ripartiti alla volta di Milano.
E’ stata una giornata emozionante, un’esperienza che ci ha permesso di sperimentare qualcosa di nuovo e straordinario, oltre che di legare ancora di più come classe.
Siamo orgogliosi di quello che abbiamo vissuto e auguro personalmente a ciascuno studente di vivere qualcosa di simile, che gli faccia provare le medesime emozioni.
Matteo Marcon
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