Il “caldo” di Varese cura l’alpaca depressa

Il “caldo” di Varese cura l’alpaca depressa

VARESE Anche gli animali soffrono di patologie nervose. Un esempio è Minou, un cucciolo di alpaca che ha avuto un disturbo di natura neurologica e che ora si trova ricoverato nella clinica del dottor Rainer Schneider di Casbeno. «L’animale quando è arrivato qui era in fin di vita, sdraiato su un fianco e in preda alle convulsioni – racconta il veterinario – La malattia si è sviluppata all’improvviso, si può ipotizzare che l’arrivo degli adulti, tornati nella tenuta di Bergamo dall’alpeggio, abbia stressato Minou. Ma questa è una pura ipotesi». Il cucciolo, che ora ha 4 mesi e mezzo, era abituato a stare con mamma alpaca. I due vivevano “in simbiosi” in una tenuta di Bergamo. Il resto del gregge, nei mesi estivi, era andato all’alpeggio per brucare l’erba buona che, sicuramente, aiuta a creare il bel pelo per il quale gli animali sono allevati. Con l’arrivo dell’autunno, il gruppo di alpaca è tornato a casa. La famiglia, tutto a un tratto ingrandita, ha distratto mamma alpaca che ha cominciato a dedicare meno attenzioni al suo cucciolo. L’arrivo del gruppo ha coinciso con la sintomatologia

neurologica: Minou ha iniziato a rifiutare il cibo e a soffrire di crisi nervose e di tremori che, alla fine, non le consentivano neppure più di alzarsi. Da lì la trasferta d’urgenza nella clinica di Rainer Schneider, veterinario esperto in animali esotici, selvatici e di grandi dimensioni, nonché rinomato a Bergamo come il direttore sanitario del parco faunistico le Cornelle. Alla piccola alpaca è stata somministrata una soluzione di glucosio, vitamine e prodotti antishock. La sua cuccia è riscaldata da una lampada ad infrarossi e da un termosifone: il caldo aiuta a guarire dallo stress anche gli animali abituati a vivere al freddo. Forse già domani la piccola alpaca verrà dimessa e potrà fare ritorno a casa, dove dovrà stare al caldo. «Si tratta di un animale di indole buona – spiega il veterinario mentre la accarezza – Ha due occhi molto dolci». La piccola, che ora pesa 40 chili e che da grande ne peserà 150 chili, risponde alle attenzioni del dottore con verso acuto, simile ad un fischio. Il pelo è morbidissimo, bello da accarezzare. Ovviamente, il piccolo non disdegna quelle attenzioni.Adriana Morlacchi

s.bartolini

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