VARESE Fu lui a voler riportare in vita la prima tratta della funicolare del Sacro Monte, quella che da piazzale Montanari risale fino a via Del Ceppo. E oggi è sempre lui, Umberto Bossi, ad annunciare che anche la seconda – che collega il borgo più alto di Varese al Campo dei Fiori – si farà. E si farà sul serio. L’occasione è la celebrazione della ricorrenza di San Michele
Arcangelo, patrono della polizia di Stato. Il contesto è il balcone della basilica, da dove il Senatur punta il dito verso l’alto. Accanto a lui, reduce dalla grande festa per la prima del kolossal Barbarossa di Renzo Martinelli (presentato sabato sera al Castello Sforzesco di Milano), ci sono il ministro dell’Interno Roberto Maroni, la vicepresidente del Senato Rosi Mauro, il sindaco Attilio Fontana e il prevosto, monsignor Gilberto Donnini.
«C’è da fare un po’ di strada però la funicolare c’è. Ora c’è il Campo dei Fiori da sistemare», scandisce il ministro delle Riforme, giunto per la messa insieme alla moglie Manuela Marrone. E rivela: «Abbiamo pensato e individuato la soluzione. Maroni l’ha trovata: avremo tutti i soldi». Come? «I soldi li hanno i casinò» sibila con un sorriso e, scherzando, aggiunge rivolto al prevosto: «Dal peccato al bene». I soldi per la funicolare e, forse, anche la soluzione per dare un nuovo assetto all’opera dell’architetto Giuseppe Sommaruga, albergo eretto nel 1912 per la gioia della ricca borghesia milanese e oggi collettore di una trentina di antenne contestate dai residenti nel capoluogo. Lo stesso numero uno del Viminale, al termine della cerimonia religiosa, s’era lasciato conquistare dalla vista: «Straordinaria, riempie il cuore». E anche dalle potenzialità del capolavoro liberty: «Lassù ci si può fare di tutto, anche una scuola per la polizia».
Un’ipotesi confermata dallo stesso primo cittadino Fontana, che argomenta: «È un’idea da sempre condivisa dall’amministrazione e sulla quale si discute da due anni». Ben più che una boutade, quindi. Tanto più che Palazzo Estense, insieme al parco Campo dei Fiori, al comune di Luvinate e alla Regione Lombardia, ha siglato un accordo di programma
per la realizzazione di un sito alternativo alla collocazione delle antenne, della telefonia, radiofoniche e televisive: «Il progetto doveva già essere presentato da mesi ma ora dovremmo esserci». I quattrini potrebbe metterli il Pirellone, la zona individuata – isolata rispetto all’attuale – sarebbe quella sotto l’Osservatorio del professor Salvatore Furia, in territorio luvinatese.
Rimossa l’accozzaglia che abbruttisce il monte più amato dai varesini (l’albergo si eleva a mille e 33 metri dal livello del mare), la funicolare potrebbe tornare a percorrere la tratta chiusa il primo settembre 1953. Con quali fondi? Qualcosa potrebbe arrivare nelle casse della Provincia, finalmente entrata nel cda del casinò di Campione d’Italia. Il ministro Maroni, nel corso dell’estate, aveva minacciato il commissariamento in caso di mancata attuazione del provvedimento e ora la delibera c’è. A questo punto Villa Recalcati avrebbe introiti certi da dirottare su Varese. O almeno per sostenerne gli interventi attraverso qualche forma di sponsorizzazione. D’altronde non è un mistero che il Palazzo ha gravi difficoltà di cassa (meno grave la situazione nel 2002, quando garantì la riapertura della prima tratta, nel luglio 2002 su un progetto coltivato dal 1994 e sostenuto dal ministro Bossi). E non sono neppure un mistero le perdite d’esercizio per Avt, che oscillano sui 200 mila euro in media all’anno.
Sara Bartolini
f.tonghini
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