Il cardinale Angelo Scola tra i malati dell’ospedale

VARESE Il cardinale Angelo Scola dedica la chiesa dell’ospedale al beato Woytjla, prega per i malati del Circolo e stimola i varesini a impegnarsi per il bene comune. «La consacrazione dell’altare di una chiesa ha un significato profondo per la comunità ecclesiale e civile – ha spiegato l’arcivescovo suo arrivo -. Questa chiesa sorge in un luogo di sofferenza e di prova, tuttavia la storia di questo ospedale conferma che quando dolore e malattia vengono affrontati in maniera umana possono trovare sollievo effettivo, sia nella terapia, sia nella relazione approfondita tra malato, familiari e operatori sanitari».In una cappella gremita e tramite il maxi schermo nella hall del

monoblocco: autorità civili, ammalati, personale sanitario e fedeli hanno seguito la celebrazione. «La presenza di questa chiesa, che è anche parrocchia, all’interno di un ospedale ci dice che la domanda di salute dei pazienti, non è solo per la restituzione di un’integrità fisica, ma è anche una domanda di durata, destinata ad andare oltre la morte biologica».La celebrazione è stata fissata nella seconda domenica di Pasqua, dedicata alla Divina misericordia proprio dal beato, cui la chiesa è intitolata. «Giovanni Paolo II, negli ultimi anni del suo ministero, ha parlato attraverso l’offerta della sua sofferenza. Un’esperienza da vivere, con desiderio di guarigione e abbandono alla speranza di risurrezione».Laura Botter

e.marletta

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