– Un centro storico tutto “Made in Varese”. La proposta di Aime, per salvare il commercio nel cuore del centro e combattere la concorrenza della grande distribuzione, è quella di creare un collegamento tra le imprese legate alla moda e al settore tessile e il retail per riempire i negozi del centro di abbigliamento e accessori prodotti dalla aziende del nostro territorio. Cosa diversifica il centro storico di Varese da quello di qualsiasi altra città in Italia? Poco, se si guarda solo al commercio e alle proposte dei negozi che hanno le vetrine sulla principale via dello shopping. Le grandi catene hanno i loro punti vendita, gli stessi che si trovano nei centri commerciali, mentre le boutique e i negozi “di nicchia” si contano sulle dita di una mano. «È inutile cercare di fare la guerra alla grande distribuzione – spiega , delegata Aime al commercio – Dobbiamo trovare una proposta commerciale diversa da proporre nel centro storico, per caratterizzarlo e renderlo più attrattivo». Un’idea Aime ce l’avrebbe già e renderebbe davvero lo shopping nel centro esclusivo. «Il sogno
che vorremmo veder realizzato è quello di un centro caratterizzato da negozi made in Varese – sottolinea – Proposte di abbigliamento e accessori che arrivano direttamente dalle aziende del nostro territorio. Prodotti di nicchia, di alta qualità e competitivi rispetto a quelli della grande distribuzione e che arrivano da lontano». Un sogno che passa attraverso un progetto concreto, presentato dal nuovo presidente Aime Fashion e dirigente della Magir (Alan Red), : fare rete.«È tutto molto più facile quando le aziende non sono in diretta concorrenza – spiega – è quindi necessario abbandonare il campanilismo aziendale e passare a un vero scambio di informazioni, coordinamento e collaborazione per la costruzione di un network di conoscenze che porti alla realizzazione di eventi interessanti per i buyer che dovranno parteciparvi e ovviamente per le aziende che intenderanno proporsi».Il centro storico di Varese come una piccola Soho, il passo è breve «e chiunque voglia contribuire è il benvenuto al tavolo di Aime – conclude Rossi – Abbiamo bisogno di persone che abbiano veramente voglia di fare e partecipare per dare concretezza ai nostri progetti».













