VARESE Gli islamici vogliono anche il cimitero, e non certo piccolo: si parla di un’area di almeno 30 mila metri quadri. È questa la richiesta che il console pakistano di Milano, Ejaz Ul Haq, ha presentato ieri – lunedì 15 febbraio – al sindaco di Varese Attilio Fontana. Un incontro, il loro, che si è svolto in un clima di grande cordialità ma anche di fermezza da parte del sindaco, che ha giudicato le richieste eccessive. «La nostra gente è molto rispettosa delle leggi e dell’autorità. Per questo stiamo attenti e facciamo in modo che i pakistani si integrino bene nel tessuto sociale italiano» ha spiegato il console che, rispetto al tetto del 30% di stranieri per classe previsto dal ministro Gelmini, ha aggiunto «qualunque legge aiuti l’integrazione sarà accettata». Nel merito dei problemi della sua comunità, però, sono arrivati i problemi per il Comune. «La comunità pakistana in provincia – ha detto il diplomatico – è molto numerosa. E servono adeguati servizi. Innanzitutto c’è una carenza di centri culturali sul territorio. Ma soprattutto è la mancanza di un cimitero islamico a creare i maggiori problemi. I nostri riti di sepoltura sono molto diversi dai vostri». La comunità di pakistani in provincia è numerosa: in tutto 4mila. Di
questi 700 a Varese e addirittura 3mila a Gallarate. Se l’incontro è finito con una stretta di mano, questa richiesta non ha certo fatto fare i salti di gioia a Fontana: «Non possiamo andare incontro a una richiesta di questo tipo, innanzitutto per motivi di spazio. L’area necessaria per costruire un loro cimitero si aggirerebbe sui 30mila metri quadri. Uno spazio impossibile da trovare».Insomma, niente da fare. «Rimane comunque un grosso problema culturale con l’islam – ha aggiunto il sindaco – perché da parte loro la volontà di integrarsi non c’è sempre». Mentre, sulla carenza di centri culturali, «ne hanno già uno e basta ed avanza».Ma l’argomento fa discutere. E a sorpresa, ma forse era anche scontato, la Lega si ritrova da sola a contrastare la realizzazione di un cimitero islamico. Da parte del Pdl c’è una apertura. «Il rispetto si ottiene con il rispetto – dichiara il capogruppo del Pdl Roberto Puricelli – quindi sarebbe giusto concedere a loro un cimitero, se la cosa fosse fattibile. Evidentemente 30mila metri quadri sono troppi. Ma su un’area più piccola non siamo contrari. Mentre sulla questione dei centri culturali, non lo vedo come un problema del Comune: se una associazione vuole aprire una sede è un fatto privato».Marco Tavazzi
s.bartolini
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