Il degrado e la sporcizia non mollano il centro storico

L’area di piazza Repubblica è sempre “vittima” di questi fenomeni

Il degrado, la sporcizia, la sicurezza e gli assembramenti in piazza Repubblica continuano ad essere al centro del dibattito in città.

Settimana scorsa il Comune ha iniziato la sostituzione e il miglioramento del sistema di videosorveglianza e il potenziamento dell’illuminazione della piazza, mentre il prefetto ha dato il via a presidi fissi delle forze dell’ordine in determinate fasce orarie. Su queste problematiche interviene, già candidato alle scorse comunali nella lista “Varese Civica” del compianto Andrea Badoglio, da sempre attento osservatore dei disagi dei cittadini sulla situazione di piazza Repubblica, su cui quasi ogni mattina fornisce la sua testimonianza attraverso Facebook.

«Noto che, con il caldo e la bella stagione, tutto è tornato esattamente come prima. L’ordinanza anti-bivacco del vicesindaco Daniele Zanzi ha funzionato inizialmente, solo perché gli stranieri ed alcuni cittadini italiani con situazioni di disagio si sono spostati in altre zone. Ma la cosa che più mi sta a cuore è quella di segnalare il distinguo fra maleducazione ed illegalità». Colombo ha fatto notare infatti che un conto sono i problemi di spaccio, risse e mancanza di sicurezza per la gente comune, un altro è la maleducazione che coinvolge tutti, non necessariamente solo gli extracomunitari, e ha proseguito: «Su questo secondo punto si può e si deve fare ancora

molto per mettere in condizione tutti di essere “più educati”, perché la piazza deve comunque restare un punto di ritrovo pubblico, utilizzando lo spazio nel rispetto dell’ambiente. Ho chiesto ad esempio all’assessore De Simone di potenziare il “parco” cestini a disposizione e di mettere postazioni di raccolta differenziata, soprattutto del vetro». Un’anomalia segnalata da Colombo riguarda anche il servizio di pulizia della piazza che Aspem fornisce ogni mattina: «Le bottiglie abbandonate vengono soffiate, spezzandole, e poi raccolte con la pulitrice. Questa modalità lascia cocci di vetro incastrati ovunque tra le piastrelle della piazza, creando situazioni di pericolo. Non ci vorrebbe molto far precedere la pulizia dalla raccolta delle bottiglie intere».

Un altro intervento suggerito potrebbe essere quello di predisporre cartelli in più lingue, in inglese, in arabo oltre che in italiano, per sensibilizzare la gente alla pulizia e al decoro della piazza, con slogan del tipo “Aiuta a tenere la città pulita, Varese è anche tua”. Interrogato sulla necessità di sanzionare i contravventori, Colombo ha ribadito: «reprimere è inutile: significa soltanto far spostare la gente in altre parti della città, creando maggiori problemi al commercio e alla frequentazione delle famiglie. Sono d’accordo con il potenziamento delle telecamere della videosorveglianza e con la presenza di presidi fissi delle forze dell’ordine, ma questo non si deve tradurre nella militarizzazione di piazza Repubblica. L’azione di controllo deve essere indirizzata a prevenire e reprimere le situazione di criminalità, ma non si può e non si deve impedire il semplice sostare e il vivere la piazza con gli amici, se attuato in maniera civile, per non correre il rischio di essere, giustamente, tacciati di razzismo o di non ospitalità. L’idea di fondo che deve stare alla base delle azioni intraprese dall’Amministrazione e dal Prefetto – conclude Colombo – deve essere quella di distinguere tra criminalità e maleducazione: i maleducati si aiutano e si educano, i criminali si arrestano».