Il Galpa fa un brindisi con Varese. Un pezzo di storia è di nuovo qui

L’inaugurazione - Ieri folla in via del Cairo per la nascita del bar che prende il posto dell’indimenticabile Cuba

– La musica schiuma fuori dalle casse. Nell’aria gira “Around The World” dei Daft Punk. Trema tutto, tutto il mondo che ci circonda. Tremano anche i sanpietrini appena messi di via del Cairo. Da ordinati, tutti in fila, sembra che prendano vita, come se la terra si scuotesse.
Il suono, da lì, sparato dalle casse del deejay arriva fin quasi sotto la nostra redazione, fin quasi a piazza del Podestà.

Varese sta ballando. Varese sta festeggiando. Una mare di gente si affolla e si accalca, come fosse un unica sola cosa, davanti all’ingresso del Galpa.
Da due finestrelle che danno sulla strada , i suoi boys e le sue girls offrono da bere a chiunque passi di lì. È il giorno dell’inaugurazione del locale, e non potrebbe essere altrimenti. Suona “Around The World”, e non potrebbe essere altrimenti, visto che in via del Cairo, dove fino a pochi istanti prima era rimasto solo il vuoto, ora c’è il mondo intero. Ora c’è un po’ tutta Varese, e forse di più.
Il Galpa nasce sulle ceneri del Cuba: lo storico bar che ha dato da bere l’aperitivo a una generazione intera, e non solo.
Arrivando lì, ci ricordiamo dei venerdì sera e i sabati, passati a bere qualcosa, prima di “andare in vita”. Ci ricordiamo delle facce che hanno fatto la storia di quella via, di quel posto. Degli amici, dei sorrisi, delle battute. Ci ricordiamo dei volti che rischiavamo di non ritrovare più. Quei volti che oggi, invece, sono ritornati. Ritornati nelle nostre vite.
Abbiamo negli occhi immagini di una bellezza struggente e decadente allo stesso tempo: abbiamo negli occhi, che brilla schietta, la visione di ciò che è stato, e di ciò che sarà.
Immagini che ci arrivano allo stesso tempo, come dei flash, come dei flashback. Come se fossimo seduti sul sedile della De Lorean di doc Emmett Brown e noi fossimo dei nuovi e increduli Marty McFly. Un viaggio nel tempo, per poi ritrovarci lì, in un venerdì sera come tanti e come pochi al tempo stesso. Tutti – ma proprio tutti – abbiamo la stessa sensazione di mondanità: ci sentiamo nel posto giusto, al momento giusto. Tutti con un cocktail rosa o azzurro in mano. Tutti col sorriso in bocca.
Perché, in fondo, stiamo parlando di un doppio compleanno: quello del Galpa, il locale, e quello di , vicepresidente del Varese Calcio e fratello del proprietario del locale. Insomma, è una grande doppia festa. Una festa imperdibile. Andrea serve da bere, Piero serve sorrisi a tutti i presenti.
Tra la folla che si accalca là dove c’era una volta il Cuba spuntano tanti volti noti della città: c’è il presidente del Varese (che non poteva mancare), , il presidente del settore giovanile biancorosso assieme al fondatore e al consulente di mercato .
Passano da lì anche alcuni giocatori:è il primo ad arrivare, poi alla spicciolata si presentano anche il mondano bomber, accompagnato dai difensori Viscomi e La Marca, e dal suo “braccio destro”

Non solo calciatori o dirigenti del mondo del calcio però, come era facile immaginare. Nella folla abbiamo intravisto anche l’avvocato Armocida, , il sindaco, l’assessore al bilancio il presidente di Confapi (che ha avuto l’onore di avere il primo scontrino del locale) e il candidato sindaco alle prossime elezioni .
Il Galpa c’è, i varesini pure. Che il sogno continui.