COMO E’ cominciata con una lettera anonima presentata alla fine dell’anno scorso alla compagnia di Como della guardia di finanza l’inchiesta sul presunto viaggio che Emilio Fede avrebbe compiuto a Lugano, in compagnia di una valigetta contenente 2,5 milioni di euro in contanti.
I soldi, secondo l’esposto anonimo, sarebbero stati rifiutati dall’istituto di credito ticinese a cui erano stati proposti.
Dal canto suo il direttore del Tg4, in un’intervista al Corriere della Sera, respinge ogni accusa: “Io ho due milioni e mezzo in contanti e che faccio? Li metto in una valigetta, attraverso il confine con quel malloppo e mi presento in banca a Lugano, dopo che a Lugano, proprio in banca, è successo quel che è successo con la vicenda di Lele Mora?”.
p.moretti
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