Il Grande Fratello non spia Varese

Niente da fare per le telecamere in piazza Repubblica. Piatti: «È difficile che il progetto riesca a partire». Il Comune non ci rimetterà soldi. In forse i video-poliziotto della Ztl: niente introiti dalle alienazioni

Varese non è più una delle città più videosorvegliate d’Italia. L’era del “Grande Fratello” sembra infatti destinata a tramontare, almeno guardando gli ultimi segnali che arrivano dalla città. Con due maxi progetti che si sono (almeno al momento) arenati. In piazza Repubblica è quasi definitivo lo stop al progetto Sinecura, ovvero il sistema di telecamere intelligenti collegabili, tramite applicazione, agli smartphone. Da questi ultimi, se il servizio fosse entrato in funzione,

sarebbe stato possibile, in caso di pericolo, lanciare un segnale d’allarme, dirigendo la telecamera più vicino sul punto di chiamata. Tuttavia, come conferma l’assessore alla Polizia Locale e Sicurezza , che ha ereditato Sinecura dalla precedente amministrazione, «difficilmente l’azienda sarà in grado di farlo partire. L’unico lato positivo è che il Comune non ha pagato niente». Si trattava infatti di un sistema sperimentale, offerto gratuitamente dall’azienda Selex Es del Gruppo Finmeccanica.

E accanto a piazza Repubblica, emerge anche il problema legato alla ztl del centro storico. Ci sono infatti buone probabilità che anche l’acquisto delle telecamere intelligenti – quelle in grado di sanzionare gli automobilisti che entrano nel centro storico – venga rinviato a data da destinarsi.
Se le telecamere-poliziotto sono in stand by è per colpa della carenza di fondi, dovuta alla mancata vendita degli immobili di proprietà comunale.
La copertura economica per l’acquisto degli impianti per la ztl sarebbe dovuta arrivare dalle alienazioni. Si tratta di un intervento dal costo di 400mila euro, già abbassato a 330mila grazie a una strategia operativa volta a modificare la viabilità interna al centro storico riducendo i varchi di accesso, che sono gli unici sui quali per legge è possibile installare una telecamera intelligente.
«Ci siamo dati una decina di giorni per cercare una soluzione, altrimenti il progetto dovrà essere rimandato al prossimo anno» spiega l’assessore ai Lavori Pubblici , che precisa: «Si tratta solo di trovare i soldi per affrontare l’investimento iniziale, poi il sistema si sosterrà con le multe».
La speranza è che si possa trovare un escamotage, come per esempio cercare i fondi necessari dal disavanzo del bilancio e dare alle telecamere “smart” priorità rispetto ad altri progetti.

La dead-line fissata per installare gli impianti di vigilanza nelle vie Rossini e Donizetti sarebbe dovuta essere il 30 aprile: sarà rispettata?
In assenza di un impianto elettronico, saranno i vigili a dare le sanzioni: rimarrà infatti in vigore il divieto di ingresso alle auto, in piazza Giovine Italia come nelle altre zone a traffico limitato.
Tuttavia, la mancanza di un occhio elettronico a monitorare gli ingressi delle vetture lascerà spazio alla possibilità che i soliti “furbetti”, ignorando il divieto, entrino lo stesso nella zona chiusa al traffico.
Al contrario di corso Matteotti e delle altre zone a traffico limito del centro storico, la chiusura di piazza Giovine Italia, via Donizetti e via Rossini è troppo recente, e, si sa, le abitudini, soprattutto quelle “cattive”, sono difficili da abbandonare. Da qui la speranza che la giunta riesca a reperire in altro modo i fondi, per completare così definitivamente la trasformazione del comparto pedonale.