Il grido di dolore dei lavoratori Meridiana

Anche i lavoratori di Meridiana in forze a Malpensa sono stati incontrati, ieri pomeriggio, all’infocenter del terminal 1, dalla commissione Attività produttive della Regione.

Maglietta rossa, simbolo della loro protesta contro la procedura di mobilità aperta dall’azienda per 1.600 dipendenti in tutta Italia di cui 560 a Malpensa (l’intera forza lavoro, di volo e di terra presente in loco), i dipendenti della compagnia aerea sarda hanno avanzato le loro proposte davanti ai politici lombardi e al presidente di Meridiana Fly Marco Rigotti, completamente sordo, però, alle richieste avanzate.
«Chiediamo la sospensione della procedura di mobilità a fronte degli avvisi di garanzia ricevuti dal presidente e dagli ex amministratori delegati del Gruppo Meridiana per truffa aggravata ai danni dello Stato, a seguito della crisi aperta, e per depauperamento della società – la posizione espressa ieri dai lavoratori per voce di Armando Pica, assistente di volo – Le motivazioni addotte dal magistrato per gli avvisi di garanzia sono inerenti a Meridiana, dunque si attenda l’esito delle indagini e si blocchi la procedura di licenziamenti collettivi aperta dall’azienda».
Quindi le proposte: riportare in azienda le attività esternalizzate (call center, manutenzione aeromobili, voli dati ad Air Italy e a personale dell’Est Europa) e creare una cassa integrazione conservativa per due anni, in attesa degli eventi. Nulla di fatto, però. Nessuna apertura da parte del presidente Rigotti, nemmeno di fronte ai politici regionali. Intanto ieri sono scaduti i primi 45 giorni della procedura in sede aziendale. Ne restano soltanto altri 30 per scongiurare 560 esuberi solo a Malpensa, mentre i voli Meridiana vengono operati da Air Italy.