Il maestro Marchesi è varesino C’è il via libera all’Accademia

Siglato martedì l’accordo per Villa Mylius. Ora un bando per i lavori. Dandolo: «Tornerà al suo splendore. Sarà una scuola ad alto livello»

La giunta Fontana, prima della fine del suo mandato, vuole avviare un altro progetto. Martedì pomeriggio è stato portato a termine l’accordo per creare in villa Mylius l’Accademia del gusto di . Il prossimo passo sarà indire un bando di gara europeo per la realizzazione dei lavori all’esterno e all’interno della villa. La previsione è quella di iniziare a restaurare l’immobile già questa estate.

«Si tratta di riportare la facciata agli antichi splendori. Partendo dal tetto, verrà sistemato tutto – spiega, amministratore delegato del gruppo Marchesi – All’interno dell’immobile verrà ricavata una sala con 20 postazioni per i cuochi, poi ci saranno tre aule per insegnare la cultura della cucina». La costruzione dell’auditorium, che era il punto dolente su cui si era arrestato il progetto negli anni addietro, verrà lasciata per una seconda fase dei lavori. Ma l’Accademia di Marchesi non esclude di poter utilizzare la sala congressi che sarà costruita in piazza Repubblica. Martedì scorso ha segnato l’ingresso nella fase operativa di un progetto in cantiere da quattro anni. Un’attesa che Dandolo rilegge in modo positivo. Aspettare, infatti, ha permesso di perfezionare la parte didattica dell’Accademia. «Visti i tempi, che andavamo per le lunghe a Varese, abbiamo iniziato ad aprire un’Accademia a Milano. Lì – in uno spazio di 250 metri quadrati – abbiamo portato avanti percorsi di formazione per cuochi professionisti e per bambini, partendo sia dalla cucina, che dalle arti. Questa esperienza ci consente di portare a Varese un modello già sperimentato». «Così a Villa Mylius – dove i metri quadrati saranno tremila – non arriverà una startup, ma una scuola di alto livello. Abbiamo già organizzato corsi monografici per cuochi professionisti. Siamo in contatto sia con l’università di cucina del Giappone, sia con quella di Chicago».

Tutto con un obiettivo ambizioso: «Far diventare la cucina italiana la prima al mondo, facendone crescere il livello culturale, con lo slogan: “dalle tradizioni, all’evoluzione”». I costi saranno coperti per il 50 per cento dalla Regione (per un totale di due milioni di euro). Il comune di Varese e la Fondazione Marchesi metteranno 500mila euro a testa. La fondazione Cariplo un milione di euro. Dal progetto è esclusa la riqualificazione della piscina liberty. Ma un domani il Comune potrebbe decidere di trasformarla in una fontana per impreziosire il parco, nel quale saranno organizzati eventi all’aperto. L’unica incognita, a questo punto, sta nella futura amministrazione, che Dandolo spera voglia supportare il progetto come ha fatto questa: «Fino ad oggi abbiamo trovato tanto interesse, confidiamo anche nel futuro sindaco».