«Il Malpensa Express resterà a Busto»

L’annuncio di Farioli accende speranze: «Le cose non rimarranno così come sono». La soluzione minima sarà quella di ripristinare le fermate nelle “fasce protette”

– Caso Malpensa Express, «le cose non rimarranno così come sono». Ad annunciarlo è il sindaco di Busto Arsizio , nel corso della serata convocata in sala esagonale a Palazzo Gilardoni con tutti gli attori che hanno partecipato alla mobilitazione per il ripristino delle fermate soppresse del “diretto” da Busto Nord a Milano Cadorna.
«Gli orari che entreranno in vigore dal 26 aprile non sono Vangelo, me lo ha confermato personalmente l’assessore regionale Sorte, che volutamente questa sera non è qui».

Un impegno che Farioli ha strappato settimana scorsa al tavolo di Regione Lombardia con l’assessore alle infrastrutture e ai trasporti e con i tecnici di Trenord: la soluzione del problema non è ancora pronta, anche se l’assessore ieri avrebbe sollecitato il sindaco di Busto a chiudere la partita già entro questa settimana, ma la certezza emersa nel confronto è che la stazione di Busto Nord rivedrà i treni del Malpensa Express in sosta.
La soluzione minima sarà quella di ripristinare le fermate del “diretto” per Cadorna nelle “fasce protette” più utilizzate dai pendolari, come già suggerito dall’ex assessore alle infrastrutture , ma Farioli confida di poter spuntare anche qualcosa in più. Di certo è tornato dalla Regione con un altro impegno, legato alla «necessità di rivedere non solo l’orario ma anche l’impostazione complessiva dei treni per Malpensa con il territorio».

Anche perché, ricorda il sindaco in risposta a chi (come il nostro editorialista) intravede il rischio di trasformare il treno in una sorta di “Busto Express”, «il Malpensa Express non è mai stato un treno dedicato, ma serve in un equilibrato rapporto tra treni business e pendolari, anche in vista del collegamento T1-T2 a Malpensa, a garantire equa ripartizione dei collegamenti». Infatti Farioli rimarca: «Non siamo qui a difendere il prestigio di una città, ma i cittadini di un’area e l’interesse complessivo di Regione Lombardia» spiega il sindaco. «La soppressione delle fermate non è solo una scelta che danneggia in maniera evidente il pendolarismo del territorio tra Busto e Malpensa, ma vanifica in modo grave una serie di investimenti realizzati negli ultimi trent’anni dalla città, dalla Regione, dall’Europa e dalle stesse Ferrovie Nord, senza contare che il progetto Expo della Camera di Commercio di Varese fa perno e leva attorno ad un sistema di collegamento che vede questa linea, questa fermata e questa tipologia di treno come essenziale e baricentrica». Oltre a vari consiglieri regionali (, , ) e parlamentari (, ) di vari partiti, si schiera a fianco di Busto Arsizio anche la Provincia di Varese, che parla per voce del consigliere delegato ai trasporti .
«Questa città non può non avere un collegamento diretto con il centro di Milano, se Busto vuole avere il ruolo baricentrico tra Malpensa e Milano che merita, non solo in occasione di Expo, ma in prospettiva».