Amministrative, il centrodestra fa prove di ribaltone per riconquistare la guida di Villa Recalcati. Decisiva la sfida al ballottaggio di Varese.
Il quadro di partenza, al netto delle realtà più piccole dove l’impegno civico prende il posto dei partiti, parlava di una quindicina di Comuni governati dal centrosinistra contro 13 in cui le amministrazioni uscenti sono di area di centrodestra. Tra le tre grandi città, si partiva dal due a uno per il centrodestra di cinque anni fa.
Al netto dei ballottaggi e delle tante partite difficilmente etichettabili per l’alto tasso di liste civiche nei Comuni medio-piccoli, per ora si è verificato un piccolo “ribaltone”: ad Albizzate, Besano, Brebbia, Cislago, Clivio e Oggiona Santo Stefano le amministrazioni passano dal centrosinistra al centrodestra, mentre opposti movimenti si verificano a Castellanza e Lavena Ponte Tresa.
Con i tre ballottaggi che si terranno il 19 giugno, ci sono in gioco due amministrazioni a guida centrosinistra (Gallarate e Caronno Pertusella) contro una a guida centrodestra (Varese).
Infatti il consigliere provinciale leghista può annunciare che «dovessimo riconfermare anche solo Varese, saremmo in ogni caso in maggioranza, dopo la vittoria a Saronno nel 2015, nella conferenza dei sindaci provinciale e di conseguenza in consiglio provinciale, ulteriore forte segnale politico». Il centrodestra unito, insomma, torna a correre. Ora, è evidente che rispetto a cinque anni fa il vento generale è cambiato. Allora, con il governo di centrodestra in fase declinante, le amministrative furono un primo colpo di grazia nei confronti
della maggioranza Pdl-Lega che si reggeva sul patto di Arcore tra e. In provincia di Varese, fino ad allora roccaforte del centrodestra, si riuscì a contenere il cambio di vento grazie soprattutto ai due sindaci uscenti di Varese e Busto Arsizio, e, le cui figure autorevoli cementarono una coalizione che a livello locale era chiaramente in disfacimento, come dimostrato dai casi di Gallarate, Malnate e Caronno Pertusella dove il centrosinistra sfruttò le liti interne agli avversari per prendere il sopravvento.
Oggi questo effetto-frammentazione, che peraltro aveva premiato la Lega un anno fa a Saronno, è stato evitato grazie ad una politica di alleanze a tutto campo che i leader provinciali di Lega, Forza Italia e Nuovo Centrodestra hanno voluto perseguire ostinatamente, anche a costo di inventarsi soluzioni estemporanee, quali le primarie di coalizione messe in piedi in fretta e furia a Busto Arsizio, oppure gli inediti apparentamenti di lista come quello ideato a Gallarate con Ncd infilato in extremis nella lista della Lega Civica per evitare che rimanesse fuori dalla coalizione.
Sarà forse banale, ma il responso finale lo darà la partita di Varese, assurta a valore simbolico a livello nazionale per motivi di convenienza reciproca tra i due “Mattei” Renzi e Salvini (per “usarla” come bandierina sullo scacchiere nazionale), ma reale terreno di scontro anche sul fronte locale, tra un centrodestra che fa di tutto per restare unito e un centrosinistra che prova ad essere un po’ meno identico a se stesso per intercettare consensi in campo moderato.
Anche se alla fine, su opposti versanti, i casi di Busto Arsizio e Malnate dimostrano come, in fondo, ai cittadini interessi soprattutto avere alla guida delle proprie città dei buoni amministratori.













