Il neo papà contro il Del Ponte «Sale parto piene e notte in barella»

Il neo papà contro il Del Ponte
«Sale parto piene e notte in barella»

Il Del Ponte non convince. Ancora disagi per le neo mamme. Pochi posti letto, polveri, rumori e parcheggi carenti.

Dal polo ospedaliero assicurano che si stanno attrezzando per affrontare la nuova tendenza varesina, che vede crescere le nascite, mentre i disagi strutturali saranno risolti con il nuovo “Ponte del Sorriso”.

Sta di fatto che una settimana fa tutti questi disservizi si sono verificati contemporaneamente e li ha voluti segnalare «perché se tutti ci passano sopra e nessuno si lamenta, le cose vanno avanti così».

Nella mattina di martedì della scorsa settimana ha accompagnato la moglie Valentina, in attesa del terzo figlio, al Del Ponte perché aveva le contrazioni.

«C’è stata la visita, quindi abbiamo atteso un po’ per il monitoraggio e poi sono cominciate le sorprese. Tutte le sale parto erano occupate per cui mia moglie ha dovuto affrontare la parte iniziale del travaglio in sala d’attesa, insieme ad altre future mamme e ai vari parenti e amici: dalle 7 alle 12 circa».

Poi finalmente il posto in sala parto e alle 13.37 è nato Giordano, ma qui inizia il bello, dice il tre volte papà. «Mia moglie, che nel frattempo ha dovuto subire un piccolo intervento, è stata “parcheggiata” in una sala travaglio con altre neo mamme».

E lì è rimasta. «Ha passato la notte in barella e poco importava se, avendo il catetere, non si poteva muovere e neppure poteva badare adeguatamente al neonato (avrei potuto farlo io se solo mi fosse stato consentito di stare con loro), né chiamare le infermiere per farsi aiutare, dato che non aveva un campanello vicino». Insomma un evento felice trasformatosi in una specie di incubo che pare non essere isolato. «Parlando ho scoperto che quello che abbiamo passato noi è, almeno nell’ultimo mese, la norma».

A tutto questo si aggiunge il disagio dei neonati che viaggiano in ascensore con parenti e pazienti e la Pediatria con quei trasporti al Circolo per gli esami: la figlia più grande era stata ricoverata qualche mese fa e anche in questo caso l’esperienza era stata negativa.

Una nota positiva in tutta la vicenda c’è stata, a parte ovviamente la gioia del piccolo di casa, «è il personale medico, ostetrico e infermieristico. Il resto sarebbe tutto da demolire o magari, meglio ancora, da trasferire al Circolo». Pronta la risposta da parte della struttura ospedaliera. «Capiamo le ragioni di chi si è trovato a disagio e ci scusiamo: la ristrutturazione in corso porterà a Varese il polo ospedaliero del bambino del nord-ovest che risolverà questi problemi».

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