«Il passato è passato, ora guardiamo avanti: da oggi in poi prevalga solo l’amore per la Pro Patria».è al seguito dei tigrotti da 60 anni esatti. «La prima partita che ho visto è stata Pro Patria-Fiorentina nel 1955: avevo 9 anni». Da allora il giornalista ne ha viste di tutti i colori allo “Speroni”: trionfi e crolli, gioie e dolori.
E oggi alle 14 sarà regolarmente al proprio posto in tribuna stampa per vivere con la solita passione Pro Patria-FeralpiSalò, l’inizio dell’ennesima stagione al fianco dei colori biancoblù. «Innanzitutto dico grazie alla signora
, perché è stata l’unica bustocca da tanti anni a questa parte a mettere la faccia per la Pro Patria – premette Tognola – l’unica che ha avuto davvero il coraggio di impegnarsi. Detto questo, aggiungo: diversamente da quanto accaduto in passato, lasciamo lavorare la nuova società, diamole il tempo di assestarsi e sviluppare il proprio progetto. Insomma, remiamo tutti nella stessa direzione». L’unità d’intenti deve essere per Tognola la strada maestra: con la maglia biancoblù come stella polare. «Prevalga l’amore per quella maglia. Lasciamo le polemiche fuori dallo stadio. L’anno scorso mi piangeva il cuore a vedere quello che succedeva, tutte le divisioni, le polemiche. Ora inizia un nuovo corso: guardiamo avanti, non cominciamo a criticare subito, ma stiamo vicini alla squadra. Adesso non ci sono proprio più alibi – sottolinea Tognola – Busto dimostri di voler davvero bene alla Pro Patria». Tognola e Patrizia Testa sono accomunati dalla passione per le due ruote: «So che Patrizia Testa è tifosissima di Francesco Moser: allora bisogna fare in modo che la Pro Patria vada forte come Moser quando stabilì il record dell’ora – sorride il giornalista – E , con la sua esperienza, trasmetterà alla squadra il giusto spirito per fare bene. Oggi sarò allo stadio con l’ex tigrotto Renzo Rovatti. La prossima volta spero ci sia anche Pippo Taglioretti, 389 presenze in maglia biancoblù, che oggi soffrirà da casa».
Un altro tigrotto doc è , ex terzino biancoblù degli anni ’60: «In questi giorni sono stato agli allenamenti e ho visto che si è ricreato grande entusiasmo – osserva De Bernardi – Certo, all’inizio non sarà facile, bisogna mettere nel conto le difficoltà che può incontrare una squadra costruita in pochi giorni. Ma la gente ci crede, c’è il clima giusto, e questo è già importante. Avere una componente bustocca in società aiuta – continua l’ex tigrotto – poi alla lunga, ovviamente, conteranno i risultati».
, speaker dello “Speroni” (in alternanza con ), conosce da tempo Patrizia Testa: «E l’ho vista felice di essere entrata in società – osserva Gritti – Sono molto contento anch’io e, da tifoso, mi sento di dire grazie a tutti quelli che hanno fatto sì che la Pro Patria ripartisse dalla Lega Pro. Era importante ricominciare da questa categoria, anche se all’inizio ci saranno ovviamente delle difficoltà. Mi auguro che comunque possa essere una stagione positiva: Patrizia la conosco, so che ci metterà tutta la sua passione per i colori biancoblù. E Collovati porterà ulteriore prestigio e visibilità alla società». Un amore, quello per la Pro Patria, che attraversa il tempo e le generazioni: ieri mattina si sono presentati allo “Speroni” per abbonarsi , e , rispettivamente 89, 58 e 23 anni.
Dal nonno al nipote, tre generazioni di passione biancoblù: «Ho fatto in tempo a vedere la Pro Patria prima della guerra – dice nonno Luigi – L’ho vista giocare anche contro il Grande Torino, ricordi indimenticabili. Tanti tigrotti mi sono rimasti nel cuore, su tutti Lello Antoniotti, ma anche Muzzio e, per arrivare a tempi più recenti, Paolo Tramezzani. La nuova società mi piace, tant’è vero che ho deciso di ricominciare proprio quest’anno a fare l’abbonamento».