Il piccolo cigno è stato salvato dall’intervento dei cittadini

Ai giardini - Il maschio adulto ha aggredito i piccoli, riducendone uno in fin di vita. Ora stanno bene

Se i tre cignetti dei Giardini Estensi sono sopravvissuti all’attacco patricida del cigno adulto è stato anche grazie ai cittadini che sono intervenuti tempestivamente per salvarli. Lo apprendiamo da una lettera giunta in redazione. Il ruolo fondamentale dei cittadini è confermato dall’assessore alla tutela ambientale Riccardo Santinon, che precisa anche che i piccoli di cigno (che sono stati affidati a privati e che sono seguiti da un veterinario) ora godono di ottima salute: «lunedì mi farò dare delle foto aggiornate».

Ecco il testo della lettera giunta in redazione, firmata da una lettrice: «Da quanto sono nati i piccoli, ovvero dal giugno dello scorso anno, io ed altre persone, frequentatrici abituali dei giardini in quanto proprietarie di cani, li abbiamo subito amati, era una gioia vederli e sentirli venirci incontro. Abbiamo anche provveduto, dove e quando l’amministrazione comunale non arrivava, a portargli mais e verdure di ogni tipo». «Adesso continuerò e continueremo a fare lo stesso con i due cigni adulti, ma, chiedo e chiediamo, di sensibilizzare l’amministrazione comunale, affinché non capitino più situazioni di emergenza (se non intervenivano i cittadini il piccolo di cigno poteva morire) e ad informarci sulle condizioni dei piccoli allontanati».
«Ringraziamo davvero i cittadini che, vedendo l’attacco del cigno adulto, hanno chiamato la polizia locale che a sua volta ha allertato il responsabile del verde pubblico Pietro Cardani. Questi si è buttato nella vasca, senza stivali, per salvare il cignetto – è la risposta di Santinon – È vero: i cittadini sono stati fondamentali. Mi hanno raccontato che una signora con un bastone tentava di tener lontano il cigno adulto dai piccoli, ben vengano i cittadini impavidi».

La mangiatoia dei cigni viene riempita da Max, un operaio del comune. «Ma è capitato in un paio di occasioni che Max fosse assente e che nessuno si ricordasse di nutrire i cigni. Si è trattato di casi davvero sporadici, che non hanno avuto ripercussioni anche perché i cigni possono mangiare il verde, ma che ci hanno spinto ad avere più attenzione e ad organizzarci meglio. I cittadini, portando verdure ai cigni, ci fanno un favore e li ringrazio. Colgo l’occasione per ribadire, però, di non dare pane e farinacei che sono alimenti nocivi per questi animali».
Riguardo all’aver sottostimato l’aggressività del cigno maschio: «sapevamo che la convivenza tra cigni adulti e piccoli poteva diventare difficile (tanto è vero che l’assessore aveva cercato qualcuno disposto ad adottare i cignetti, ndr), ma era stato il veterinario a dirci di aspettare a intervenire perché gli animali avrebbero anche potuto andare d’accordo. Adesso l’emergenza non c’è più, in quanto cigno e cigna sono nel laghetto da 15 anni e sono sempre andati d’accordo».