Il presidente di Aspem: “Più saggio non votare”

VARESE (f.man.) «Ho l’impressione che il tema con questo referendum sia stato strumentalizzato». Anche se la legge venisse approvata, secondo Malnati, i rischi sarebbero sostanzialmente nulli per effetto della normativa vigente. Al contrario, se mai arrivasse un privato competente ed effettivamente efficiente, l’utenza potrebbe averne dei vantaggi; gli investimenti sulle reti che ormai da qualche anno sono totalmente assenti, ad esempio, o anche una riduzione della tariffa per effetto della concorrenza.

«Come principio – afferma – dico ben venga il privato se le regole le fissa il pubblico». Almeno limitatamente alla regione Lombardia infatti la legge è chiara: la proprietà delle reti idriche (acquedotti, fognature, pompe, impianti di depurazione, …) è e resta degli enti locali. «Allo stato attuale il rischio di privatizzazione non esiste», spiega, «e comunque il referendum riguarda la gestione della rete idrica, che è una cosa diversa dalla privatizzazione».

L’affidamento della gestione avverrebbe tramite gara con procedura di evidenza pubblica e quindi con le condizioni fissate dall’ente pubblico proprietario della rete, come ricorda Malnati: «Potrebbe partecipare sia un operatore al 100% privato, sia una società con partecipazione pubblica»; inoltre, sui gestori «bisogna chiarire che per come sono messe le cose adesso – continua – l’arrivo di un privato sarebbe possibile ma assolutamente non scontato. Noi gestori non siamo in grado neanche di riparare le tubazioni perché con le tariffe non andremmo alla pari, inoltre gli investimenti sulla rete sono fermi da alcuni anni e un privato

che volesse partecipare dovrebbe avere parecchie risorse da investire subito». L’acquedotto varesino come molti altri “fa acqua” da tutte le parti con perdite che arrivano al 35%. Le tariffe però continueranno ad essere determinate dagli enti pubblici proprietari della rete. «Sono loro a decidere gli investimenti da fare finanziandoli con quello che pagano i cittadini, ma saranno sempre gli enti locali a determinare la tariffa, sia che la gestione sia di una società pubblica, sia che la gestione vada ad un privato. Facendo economia di scala però un privato potrebbe ottimizzare i costi arrivando ad abbassare la tariffa».

e.marletta

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