Progetti di integrazione e razzismo convivono in un delicato equilibrio a Masnago. Il quartiere da anni vanta alcune tra le migliori esperienze di integrazione e accoglienza dei richiedenti asilo, ma lungo le strade, sui muri o sulle cassette delle lettere sono apparse scritte razziste. La calligrafia è sempre la sempre, tanto da far pensare al gesto di una persona isolata. Ma colpisce il fatto che nessuno ad oggi sembra essersi adoperato per cancellarle, coprirle e rimuoverle.
Per mesi sulle strade della nostra città, in centro come nei quartieri periferici, si è combattuta una silente guerra degli adesivi. Ad ottobre sono apparsi i primi sui muri, sui cartelli stradali, citofoni o centraline dell’Enel deplorevoli stickers neri, grandi poco meno di una cartolina, con la scritta «Refugees not welcome» e tre vignette disegnate a lasciar intendere altrettanti crimini. Adesivi xenofobi apparsi ovunque tra l’indifferenza di molti e la tenace opposizione di quanti si sono impegnati, in solitaria, nel loro piccolo, a rimuovere gli adesivi offensivi per i richiedenti asilo e per l’intelligenza di tutti e che imbrattavano l’arredo urbano.
Successivamente sono poi apparsi adesivi dal contenuto opposto, con il tentativo di manifestare accoglienza verso i migranti dipingendoli per quello che sono: persone in fuga. Da miseria, incertezza o peggio da guerre vere e proprie.
Con le scritte non si è vista, almeno sin ora, la stessa opposizione. Le scritte sono lì da settimane ormai: da via Bolchini scendendo in piazza Ferrucci, di fronte al campanile, sui muri del portico ormai privo di attività commerciali.
E poi ancora proseguendo verso il cuore del quartiere, sul muro di un’abitazione privata in via Amendola e poi sulla cassetta postale per imbucare la corrispondenza in via Piemonte. Guai a seguire un percorso, una strada, che fanno regolarmente a piedi le famiglie del quartiere che portano figli a scuola (affacciati su via Amendola l’elementare, una materna e un asilo nido).
Ma a percorrere quel tratto di strada sono anche tanti stranieri, specialmente richiedenti asilo dato che proprio a Masnago ci sono alcune delle maggiori esperienze di prima accoglienza di migranti in attesa di riconoscimento dello status di rifugiati da parte del Ministero. L’hotel sopra il cinema Vela, ad esempio, è forse la struttura che accoglie il maggior numero di richiedenti asilo in città.
Non solo. Proprio qui a Masnago, nel Parco di Villa Baragiola, l’anno scorso il Banco Alimentare ha avviato un interessante progetto di economia circolare che coinvolge oggi una ventina di migranti, impegnati due giorni a settimana a lavorare sul frutteto che produce la materia prima per le marmellate confezionate proprio dal Banco alimentare e distribuite poi alle famiglie più bisognose di aiuto della città. Un esempio virtuoso di integrazione mille volte più incisivo di qualche scritta sul muro, anche se meno evidente.


















