– La comunità parrocchiale di Bizzozero si divide sul dictat di don che, a fronte delle tante assenze in chiesa, ha detto: chi non va a messa e a catechismo, non riceve i sacramenti della comunione e della cresima. Il parroco ha espresso il concetto in una lettera consegnata ai genitori dei bambini che si stanno preparando a ricevere i sacramenti e ha ribadito il messaggio pubblicando la stessa lettera sul numero di aprile della rivista parrocchiale Agorà. «I sacramenti non sono un diritto: sono un dono che va accolto con fede, consapevolezza e nella libertà. Perciò: o c’è da parte vostra un atteggiamento serio o è meglio lasciar perdere; è preferibile un leale “no” ad un ipocrita “sì” – scrive don Nino – A tempo debito vi comunicherò le mie decisioni (rispetto a chi riceverà i sacramenti, ndr), sapendo che scontenterò qualcuno. Ma io devo rispondere alla mia coscienza e a nessun altro».I genitori dei ragazzi, ieri all’uscita della scuola elementare Marconi, si dividono. «Io penso che don Nino faccia bene a dire così – dice– Se un ragazzo non va a scuola non può sperare nel diploma. Allo stesso modo, chi non va in chiesa, non può pensare di prendere i sacramenti. È una questione di principio». Altri genitori, invece, ritengono le parole di don Nino siano troppo severe: «Teoricamente ha ragione, ma don Nino dovrebbe rendersi conto che la messa delle 11.30, quella che lui stesso definisce “per i bambini”, è troppo teologica e troppo poco comprensibile – dicono alcune mamme – Il don, uomo dotto, utilizza citazioni e riferimenti culturali importanti, ma che a un ragazzino non risultano comprensibili. Se il don volesse combattere l’assenteismo a messa, dovrebbe essere lui
il primo a mettersi in discussione e a capire come coinvolgere i più giovani. Altrimenti non si stupisca se le famiglie scelgono di andare a messa in un’altra chiesa». E c’è anche chi pensa che don Nino non debba escludere nessuno: «La Chiesa deve accogliere tutti e nessun uomo è nella posizione di decidere chi può prendere i sacramenti e chi no, perché i sacramenti sono “spirituali”». Secondo , mamma di una bimba di 6 anni e di uno di 4, bisognerebbe essere tutti più comprensivi: «Oggi le famiglie hanno moltissimi impegni alla domenica: non c’è solo la messa, ci sono anche i tornei sportivi e altre iniziative ancora. Secondo me i genitori, quelli che vogliono che i figli intraprendano un cammino di fede e ricevano i sacramenti, devono mettersi nell’ottica portarli a messa ogni domenica, facendo di tutto per non venir meno all’impegno. Ma può capitare che qualche volta non si riesca. Di conseguenza, forse, don Nino dovrebbe essere più tollerante. Anche perché la domenica è diventata per le famiglie un giorno fittissimo di impegni». Sul tema prende la parola anche, vigilante della scuola, eletto “Bizzozerese dell’anno” nel 2014: «Io ho 75 anni e ricordo che, quando ero giovinetto, le famiglie si incontravano ogni sera nella corte per recitare il rosario. Quello era un momento per pregare, ma anche per stare insieme. Oggi ci sono molte cose da fare e diventa sempre più difficile riunire la comunità. Quindi fa bene don Nino a “obbligare”, anche perché o chiede ai ragazzi di andare a messa, o si ritrova con la chiesa vuota, cosa che viene ad essere un impoverimento per tutti. Se non si va in chiesa, infatti, si finisce per vivere meno il proprio quartiere».













