– Una lista arrivata per ultima, partita tra mille difficoltà, che tuttavia ha raggiunto l’obiettivo di dare un apporto determinante alla coalizione di centrosinistra, per superare la soglia del 40%. Progetto Concittadino, nato dall’esperienza della primarie con la candidatura di Dino De Simone, ha visto inoltre un alto numero di preferenze personali di tutti i candidati. Come sottolinea Francesca Coffano, giovane candidata, che ha totalizzato 113 preferenze, risultando la donna più votata nella formazione di centrosinistra.
Sono soddisfatta. È evidente la voglia che le persone hanno di cambiare questa città. Il Pd è il partito con il più alto numero di voti, è evidente che queste elezioni hanno mosso qualcosa.
In realtà sono molto entusiasta del risultato la lista è nuova, è nata un anno fa dalle primarie. Primarie che, in realtà, abbiamo perso. Quindi, era un percorso tutto in salita e noi ci siamo arrivati. E la cosa che mi ha colpito di più è che siamo riusciti a trasmettere il nostro pensiero alla gente. A livello di numero di voti e numero di preferenze dei nostri candidati, infatti, possiamo dire che siamo la lista dove i candidati sono stati votati di più.
Assolutamente no. Noi siamo un gruppo che lavora e vuole portare avanti progetti per la città.
Dino ha sempre lavorato nell’ambiente, sia con Legambiente che in altri modi. Sono presenti in lista tantissimi architetti, ognuno di noi con una specializzazione. La nostra lista si è contraddistinta molto per ambientalismo e sociale. Quando parliamo di un tema, mandiamo il candidato che lo conosce meglio.
Credo siano stati fatti tanti lavori sbagliati. L’urbanistica, come la vedo io, non è il grado intervento, ma prendersi cura della città anche nelle piccole cose, la riqualificazione di una zona. Non guardiamo il maxi intervento, ma anche procedere a piccole operazione, come la sistemazione dell’anfiteatro dietro il pub King’s Cross, dietro la stazione.
Un tema molto dibattuto, che quasi mi stufa perché se ne parla ormai da troppo tempo e si dice di tutto. È uno spazio vuoto, difficile da gestire. La mia idea è quella di riqualificarla in fasi diverse, progressive, riempiendo gli spazi. Non con un’unica grande operazione.
Da donna dico che le quote rosa non mi sono mai piaciute, voglio essere apprezzata per quello che so fare. Indipendentemente da questa cosa, se andiamo a vedere le persone che hanno preso i voti, sono soprattutto uomini. È evidente che bisogna andare a rivedere in generale i metodi delle candidature, ma non creando quote per donne, rivedere tutte le candidature basandole sulla valorizzazione dell’essere umano in quanto tale.
Ovviamente preferirei che tutti votassero per Davide. Ma il messaggio importante è che la gente si renda conto che il voto nella storia ce lo siamo guadagnati a fatica. E non è giusto disertare le urne. Se penso che al primo turno ha votato solo il 57%, ovvero poco più di un varesino su due, mi viene una grande tristezza. I cittadini devono andare a votare e prendere coscienza della loro importanza.













