BUSTO ARSIZIO Loro, ne sono convinti: Teofilo può aver ucciso da solo Miriam, ma poi qualcuno ha aiutato il serial killer. E per fare giustizia alla 24enne peruviana strangolata quattro anni fa dal suo ex fidanzato, i familiari chiedono ai testimoni di farsi avanti. L’appello arriva dagli zii e dalle cugine di Miriam Marilu Flores Gallardo. «Abbiamo aspettato per 4 anni – dice Marita Gallardo Gagos, zia di Miriam – Sapevamo che le era accaduto qualcosa. Non abbiamo mai creduto alla fuga d’amore con Teofilo, lei aveva lasciato a casa i documenti, il permesso di soggiorno e 1.800 euro in contanti. Oggi, quando la verità sulla morte di Miriam è finalmente emersa, scopriamo che qualcuno nella
comunità peruviana di Gallarate e Busto Arsizio sapeva qualcosa. E non si è fatto avanti: credo che queste persone abbiano sulla coscienza la morte della ragazza che Teofilo ha ucciso in Spagna. Alla storia del taxi nessuno crede e lui aveva solo una bicicletta. Se qualcuno sa qualcosa deve farsi avanti: anche se non ha permesso di soggiorno. Non si deve avere paura, c’è la possibilità di averne uno temporaneo ma le informazioni devono essere veritiere e supportate da prove». I parenti di Miriam sapevamo che lei doveva incontrarlo. Lo temeva ma lo amava. Lo dice anche l’amica Tatiana, che l’aveva ospitata lì in via Lamarmora nelle ultime settimane. Intanto l’onorevole Lara Comi porterà il problema in Europarlamento.
m.lualdi
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