Tra Arcigay e la giunta comunale ci sono ancora diversi aspetti da chiarire. Lo rende noto l’associazione che tutela i diritti delle persone Lgbti, all’indomani di un nuovo incontro tra le due parti in vista dell’organizzazione del Varese Pride. L’incontro ha visto la presenza del presidente di Arcigay Giovanni Boschini e dall’altra parte del sindaco Davide Galimberti, insieme agli assessori Andrea Civati e Roberto Molinari. Se ci sono ancora diversi nordi da sciogliere, dal momento che l’associazione sottolinea come, oltre al patrocinio, l’amministrazione non si sarebbe spesa molto di più, monta anche la polemica sulle presenze degli esponenti della giunta.
«Appare discutibile l’assenza di rappresentanti del comune in veste ufficiale alla parata finale – spiegano dall’Arcigay – sarebbero presenti due assessori a titolo personale. Il Comune dovrebbe verificare se il protocollo preveda l’utilizzo della fascia tricolore. Tuttavia, l’associazione fa notare che questa è un’eventualità riconosciuta a molte figure istituzionali che sfilano ai Pride di tutta Italia. Il sindaco, invece, rimane sulla posizione di non partecipare al corteo perché l’evento sarebbe divisivo, coerentemente con quanto dichiarato in campagna elettorale. Non vi è inoltre la volontà di esporre la bandiera arcobaleno su nessun palazzo comunale. Circa il percorso della manifestazione, l’obiettivo dell’amministrazione è quello di non sospendere il trasporto pubblico locale. Il dialogo rimane tuttavia aperto per valutare insieme tutte le soluzioni assicurando la massima visibilità del movimento LGBTI, garantendo il trasporto pubblico ai cittadini (il quale, per inciso, viene interrotto per altre manifestazioni con apposita deroga). Chiediamo che siano garantite le stesse opportunità a tutti gli eventi organizzati in città».













