Varese – Più del redditometro e degli studi di settore, a mettere in ansia le aziende sono i disservizi della nuova organizzazione Inps.
A raccontarlo sono gli addetti ai lavori, i consulenti del lavoro che dovrebbero rapportarsi praticamente ogni giorno con l’istituto previdenziale. Dovrebbero, al condizionale, perché in realtà la brusca rivoluzione digitale attuata dall’ente ogni tanto si blocca, rendendo impossibile il lavoro.
«Il sito troppo spesso non funziona, e quando succede rimane fermo per una giornata intera e anche di più senza che sia offerta un’alternativa». La denuncia arriva da Vera Lucia Stigliano, presidente dell’Ordine dei consulenti del lavoro di Varese che non rimprovera all’Inps la scelta di offrire i suoi servizi online: «La scelta è corretta, intendiamoci – spiega – quando il sito funziona è una meraviglia, le pratiche vengono gestite velocemente, in maniera tempestiva e senza che l’imprenditore, il professionista o il lavoratore siano costretti a spostarsi di casa e perdere del tempo in coda agli sportelli». Il problema è che la piattaforma virtuale troppo spesso si blocca.
«Il sito online funziona a pieno regime da pochi mesi, dunque può capitare che in parte sia ancora da rodare e migliorare e può anche succedere che vada in blocco in questa fase iniziale, il problema è che l’ente non ha pieno controllo sulla gestione del portale perché il servizio software è appaltato a una ditta, il call center e i server ad altri soggetti diversi e quindi prima di risolvere un problema passa parecchio tempo», racconta la Stigliano. In questi momenti
di buio della piattaforma virtuale potrebbe tornare utile il vecchio sistema cartaceo gestito agli sportelli, ma non è così: «L’Inps ha compiuto un percorso di riorganizzazione interna importante, in cui però sono andate perse delle competenze fondamentali – afferma il consulente del lavoro denunciando l’effetto negativo di una serie di pensionamenti – Così oggi, nella sede varesina, fisicamente, su alcune pratiche non c’è più nessuno in grado di aiutarti nel caso in cui il sito non faccia correttamente il suo lavoro».
Si genera così una catena di disservizi e di ritardi a danno soprattutto di imprese e lavoratori: «Il professionista è frustrato perché non riesce a lavorare correttamente e nei tempi stabiliti, neppure se prova a giocare in anticipo perché alcune pagine sono aperte solo a ridosso della scadenza, quando troppi utenti provano ad accedere generando il blocco». »questo non è sburocratizzare e neppure snellire, al contrario significa dover lavorare di più e peggio», conclude la Stigliano.
Lidia Romeo
p.rossetti
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