VARESE Qualche scuola spera di poter anticipare la data di inizio degli scritti, qualcun’altra pensa a due prove in un giorno solo, mentre quelle che hanno strutture idonee proveranno a effettuarle in altre aule nei giorni di chiusura per elezioni. La doppia pausa elettorale rischia di creare un ritardo mai subito per gli esami di terza media, che potrebbero prolungarsi anche fino a luglio per alcuni grandi istituti. E in attesa di disposizioni precise dal Ministero, tra le scuole varesine regna la confusione.Le scuole sede di seggio,
infatti, resteranno chiuse per due volte a causa delle elezioni nei prossimi giorni: prima il 6-7 giugno, per le europee e le amministrative (con la sospensione dell’attività didattica due giorni prima e la ripresa due giorni dopo), poi il 21 con il referendum sulla legge elettorale, che significa aule inutilizzabili dal 19 al 22. Per il momento, l’unica certezza è che il 18 in tutta Italia si terrà la prova Invalsi. Ma sul calendario di esame che le scuole potranno adottare restano ancora diversi punti da chiarire.
Una cosa è certa: «Le scuole faranno di tutto per evitare di arrivare con gli esami oltre la fine di giugno – spiega Giuseppe Attanasio, dello Snals – quelle dotate di strutture idonee, ad esempio, nei giorni di sospensione per il referendum potranno comunque compiere gli esami, in altre ale degli istituti. Ma potrebbero sempre arrivare indicazioni dal Ministero, in cui gli esami sono da compiere in un periodo preciso “da.. a..”. Per il momento non si è saputo ancora nulla». «Le elezioni nelle scuole sede dei seggio sono un annoso problema, perché tolgono ore di lezione, prima ancora che giorni utili per gli esami – spiega Sabino Famiglietti della Cisl-Scuola – Le date, comunque, sono fissate dalle singole scuole. Al momento, l’unica certezza è la prova nazionale del 18. Specie gli istituti con molti studenti rischiano di finire in ritardo rispetto al solito: su questo si aspettano precise indicazioni dal Ministero. Certamente, però, gli istituti si organizzeranno in modo da evitare di arrivare a luglio. Magari con due esami nella stessa giornata, alla mattina e poi il pomeriggio, dovendo conciliare anche le esigenze dei docenti».
Le scuole si sono già organizzate con i calendari. E un po’ di fantasia: «Abbiamo fissato l’inizio degli esami il 16 giugno e uno scritto anche il 20, quando però la scuola dovrebbe essere chiusa – spiega Lorenza Cesarin preside dell’Anna Frank – Vedremo se sarà possibile effettuare le prove ugualmente in un’altra sede dell’istituto non impegnata con le operazioni di voto, chiedendo una deroga di accesso per la mattinata. Altrimenti, potemmo concentrare due prove in un giorno. Ma su questo attendiamo comunicazioni precise. Ad oggi, non ci è ancora arrivato nemmeno l’avviso ufficiale della chiusura per referendum da parte della Prefettura». Il preside della Vidoletti Antonio Antonellis ritiene che la sua scuola non avrà problemi: «Concluderemo l’attività il 10 e dal 15 inizieremo gli scritti, contiamo
di finire gli esami entro il 30 – spiega – perché abbiamo una struttura con più sedi, nelle quali effettuare gli esami anche nei giorni di chiusura. Più che altro, i docenti sono ancora in attesa di alcune disposizioni da parte del Ministero, che chiariscano bene i criteri di ammissione all’esame e i parametri di valutazione degli scrutini».I dubbi, in ogni caso, si chiariranno nel giro di due giorni. «È in arrivo una circolare dalla direzione nazionale con le disposizioni sullo svolgimento degli esami – afferma il direttore dell’ufficio scolastico provinciale Claudio Merletti – non sappiamo se conterrà o meno novità prese in sede centrale. Ad oggi, il calendario resta fissato dalle singole scuole, con l’unica condizione che gli scritti siano a ridosso della prova nazionale del 18».
e.romano
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