Contrordine compagni! Non ha (stra)vinto il Pd, non è Matteo Renzi il trionfatore delle europee, quel 40,8% totalizzato dai democratici è stato solo un abbaglio.
La verità è un’altra: ha vinto Beppe Grillo. A rivelarlo, appunto, è il blog di Beppe Grillo. Avendo con tutt’evidenza finito le scorte di Maalox, il guru del Movimento 5 Stelle ha deciso di dare sfogo al grido che per troppo tempo si era tenuto dentro, e l’altro ieri è sbottato: brogli elettorali. Elezioni truccate. Un vile complotto ordito ai danni del popolo, che in realtà sarebbe compatto a fianco del nostro eroe per combattere, nell’ordine: la casta dei politici, i grigi signori della finanza, i giornalisti asserviti al potere, le scie chimiche, i vaccini antinfluenzali e tutti coloro che hanno preso in giro Gianroberto Casaleggio e il suo cappellino. Nel suo coraggioso J’accuse, dall’eloquente titolo “Broglio sì, broglio no: la terra dei cachi”, l’ineffabile Beppe cita fonti solidissime, su tutte il sito “La rete non perdona” (cosa saranno mai, a confronto, i dati del Viminale?). Si apprende dal post che «il sospetto di brogli è ragionevole», l’emorragia di voti subita dal M5S «statisticamente molto improbabile», la vittoria del Pd «uno stupro alla logica».
Se ancora non dovesse bastare, il blog cita «gli exit poll italiani ufficiali diffusi in Gran Bretagna» secondo i quali – guarda un po’ – i pentastellati sarebbero stati al 30% e il Pd al 28,8%. Cosa dia il crisma dell’ufficialità all’exit poll, da sempre il più ballerino dei sondaggi, non è dato sapere. Se ne deduce però che i sondaggisti nostrani avessero in mano i dati ufficiosi, essendo quelli ufficiali a conoscenza dei grillini.
«Cosa è successo?!» si chiede retoricamente il blog prima di aprire le danze dei commenti, il consueto festival del delirio con tutte le annesse derive: quella complottista (risultati pilotati direttamente dalla Bce), quella paranoica (non solo brogli, ma anche «raffinate tecniche di condizionamento mentale» per impedire agli elettori di votare il M5S), quella fanatica (Beppe ti amiamo). E mentre il nostro tace, probabilmente troppo preso dagli accordi con Nigel Farage, dal dramma del grano saraceno nella pasta italiana o dai ballottaggi a rischio, continuano i paragoni tra Grillo a Berlusconi, che nel 2006 aveva parlato di elezioni truccate.
Paragone impietoso, per Berlusconi: perché quell’anno l’Unione di Romano Prodi vinse davvero per un pugno di voti, totalizzando dopo il travaglio di uno scrutinio interminabile il 49,72% contro il 49,20% della Casa delle Libertà. Ballavano 25mila voti e, per assurdo, non sarebbe stato difficile ribaltare il risultato con mezzi più o meno leciti.
Ma quale mastodontico sistema fraudolento avrebbe dovuto operare lo scorso 25 maggio per rubare ai pentastellati i tre milioni di voti che hanno perso? Le europee sarebbero allora un capolavoro del broglio elettorale, in barba alla proverbiale inefficienza italiana.
L’unica spiegazione alle farneticazioni di Grillo è che il pover’uomo stia ancora cercando di superare la batosta, percorrendo a ritroso le fasi dell’elaborazione del lutto: dall’apparente accettazione («Abbiamo perso e mi prendo un Maalox», diceva qualche giorno fa) alla negazione della realtà. Bisogna capirlo, per lui è stato un duro colpo: coraggio Beppe, ti passerà.
Laura Campiglio
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