Roma, 27 mar. (TMNews) – La crisi ‘umanitaria’ a Lampedusa si
intreccia con la polemica politica. Nell’isola è ormeggiata in
porto la motonave ‘Catania’ del gruppo Grimaldi che in serata
dovrebbe imbarcare 850 immigrati da trasferire a Taranto, nel
centro di Manduria. Domani dovrebbe far ritorno a Lampedusa la
nave San Marco della marina militare per il trasporto di altri
immigrati. Gli ultimi due barconi intercettati la scorsa notte
con un totale di circa 600 persone, con donne bambini e neonati,
sono stati dirottati a Linosa in alternativa a Lampedusa che non
è in grado in queste ore di poter accogliere altre decine di
persone vista la situazione critica sull’isola. Si calcola che
nelle ultime 24 ore siano arrivati a Lampedusa oltre 1.200
persone.
Se non ci saranno altri sbarchi nella notte il numero di
immigrati sull’isola potrebbe scendere di un migliaio di unità
tra oggi e domani. Intanto, tra la protesta dei comuni del
catanese e l’emergenza arrivi dal Nord Africa, sembra ‘affondato’
il progetto del ministro dell’Interno Roberto Maroni di creare a
Mineo un villaggio della solidarietà per i profughi e i
richiedenti asilo, una sorta di super CARA in Sicilia.
Oggi è stato il governatore della regione Sicilia, Raffaele
Lombardo a parlare di fallimento del progetto. Per Lombardo
“l’azione del Governo non può che definirsi incredibile e
inadeguata”. “Nei prossimi giorni – ha proseguito Lombardo –
chiederò di partecipare al consiglio dei ministri, ordinario o
straordinario che sia, purchè abbia come primo ordine del giorno
l’emergenza a Lampedusa. Porterò con me a Roma le foto che ho
scattato sull’isola stamattina, affinchè l’intero Governo possa
rendersi conto della situazione, e prendere coscienza della
necessità di un impegno per risolverla”.
“Dire che l’isola è stata invasa dai tunisini senza una
dichiarazione di guerra non è tanto errato – ha detto ancora
Lombardo -. Anche per questo chiederò al presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano un incontro. Con lui ci incontrammo
già due anni fa, sempre per parlare di immigrati, e
quell’incontro fu produttivo”. I tonid elle polemiche politche
sono esasperati.
Se infatti il Pdl ha chiesto all’Unione europea di farsi carico
dell’emergenza immigrazione, il Pd ha contestato l’atteggiamento
del nostro governo per quanto riguarda la gestione della vicenda,
definita come frutto di “improvvisazione”.
“E’ evidente – ha spiegato Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl
alla Camera – che sull’Italia ed in modo particolare su Lampedusa
e sulle isole meridionali si stanno scaricando le conseguenze
sociali di una profondissima crisi politica in corso in alcuni
Paesi del Mediterraneo. Fra coloro che arrivano in Italia esiste
una ristretta minoranza di rifugiati politici e una larga quota
di immigrazione clandestina, ragione per la quale è evidente che
di questa emergenza deve farsi carico tutta la Comunità europea”.
Posizione differente da quella di Livia Turco, presidente del
Forum Immigrazione del Pd: “Continua lo spettacolo indecoroso del
governo che, su un tema cruciale come quello dell’immigrazione,
continua nell’improvvisazione e continua a dividersi. Noi
ribadiamo che, innanzitutto, gli immigrati che arrivano devono
essere accolti, identificati e curati attraverso una
redistribuzione di responsabilità tra tutte le Regioni e i comuni
italiani. E’ necessario, quindi, rafforzare gli accordi
bilaterali con la Tunisia. Il governo ci dica quali sono i punti
rinegoziati nell’accordo, al di là degli annunci propagandistici”.
Pier Ferdinando Casini, leader Udc, ha invocato per le
prossime ore “un piano straordinario altrimenti, saremo invasi
mentre il resto dell’Europa resterà a guardare la scena tenendo
le dovute distanze”.
red
271802 mar 11
ALE
© riproduzione riservata











