Roma, 24 mar. (TMNews) – In tempi di emergenza-profughi dal Nordafrica la Suprema corte mette i paletti fra rifugiati e semplici immigrati. Allo straniero non basta fuggire da un faida tribale nella comunità d’appartenenza per ottenere la protezione internazionale: per conseguire lo status di rifugiato serve una situazione di pericolo che sia generalizzata a tutto il Paese d’origine, come una guerra civile o una guerra con
un paese terzo. In questo caso, può essere rilasciato un permesso di soggiorno sostenuto da ragioni umanitarie: la nuova misura della protezione sussidiaria, che pure offre un permesso di soggiorno triennale, va infatti riconosciuta a chi in patria rischia la pena di morte o la tortura. Lo precisa – riporta il sito Cassazione.net – un’ordinanza del 24 marzo 2011 emessa dalla sesta sezione civile della Cassazione. (segue)
Red/Cro
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