Roma, 5 ago. (TMNews) – In relazione alle polemiche circa il presunto mancato soccorso a battelli con clandestini a bordo in fuga dalla Libia, il Ministro degli Esteri Frattini ha dato istruzioni al Rappresentante Permanente italiano presso la NATO di chiedere un’inchiesta formale per l’accertamento della dinamica di quanto accaduto.
Il Ministro Frattini ha anche chiesto all’Ambasciatore Sessa di sollecitare una discussione all’interno dell’Alleanza Atlantica per il possibile adeguamento del mandato della missione di salvaguardia delle popolazioni civili in Libia, sulla base delle risoluzioni delle Nazioni Unite 1970 e 1973, affinché vengano opportunamente considerate la tutela e soccorso anche di coloro che per cause belliche sono costretti a fuggire su barconi mettendo a rischio la propria incolumità.
Il ministro fa riferimento ai racconti dei naufraghi per due giorni alla deriva in acque libiche a 90 miglia da Lampedusa salvati e sbarcati ieri sull’isola,A dare il primo allarme e consentire il soccorso è stato all’alba di ieri un rimorchiatore cipriota. Con successiva partenza delle motovedette della Guardia di Finanza italiana che hanno agganciato la carretta e posto fino all’odissea durata due giorni .
Il racconto dei naufraghi comporta anche una dura accusa alla Nato, una cui nave non avrebbe risposto all’ sos cipriota pur trovandosi a sole 27 miglia dalla carretta dei naufraghi .
La Nato finora non ha preso posizione. Il ministro dell’Interno italiano Roberto Maroni ha chiesto a Farnesina e ministero della Difesa di assumere formali iniziative in ogni sede internazionale per riscontrare il racconto dei naufraghi.
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