Imprenditore beffato dal Fisco La sanzione? Si paga due volte

Imprenditore beffato dal Fisco La sanzione? Si paga due volte

VARESE «Una multa chiesta due volte. Sia dall’Agenzia delle entrate che da Equitalia». Il racconto è di Giuseppe Oliverio, imprenditore titolare della Applicolor Edilizia srl di Venegono Superiore.Tutto inizia nel 2005. L’impresa sta eseguendo dei lavori di ristrutturazione in alcuni condomini. E il titolare apprende che a partire dal 2006, a seguito di direttive dell’Ue, l’Iva per l’edilizia sarebbe aumentata. Motivo per cui impresa e committenti dei lavori decidono di chiudere le pratiche e fatturare prima che finisca l’anno solare e le tasse aumentino.«Abbiamo regolarmente pagato tutte le tasse previste per l’importo dei lavori – racconta l’imprenditore – con un anno di anticipo. In pratica a fine 2005 avevamo già versato all’Agenzia delle Entrate i soldi che avremmo dovuto pagare l’anno successivo». Il problema, a quanto pare, è che i lavori sono stati pagati dai clienti l’anno successivo, nel 2006. E l’Agenzia delle Entrate ha contestato il pagamento in anticipo dei tributi ed è partita con il sanzionamento.L’irregolarità viene contestata nel 2009 e consisterebbe in uno spostamento di credito da un anno all’altro. Oliverio non accetta l’accusa, ma vuole chiudere e procedere alla compensazione. Siamo nel marzo del 2010. Passa un anno e non ha più notizie. Si reca

quindi di sua iniziativa negli uffici dell’ente per chiedere informazioni l’anno successivo. Siamo a marzo del 2011. «E scopro che non posso più fare la compensazione, senza incorrere nella sanzione, perché di lì a tre giorni sarebbero scaduti i termini di cinque anni e tre mesi per procedere con questa azione. Eppure, la richiesta di compensazione l’avevo fatta un anno prima».L’imprenditore accetta quindi il pagamento della sanzione di circa 56mila euro, e paga 23mila euro per potere procedere al ricorso.Ma non finisce qui. Da febbario di quest’anno, con rate da 7mila euro al mese, l’impresa inizia a pagare la sanzione. Paga due rate, e ad aprile arriva una cartella di Equitalia dove la società chiede il pagamento della stessa multa che sta già versando all’Agenzia delle Entrate. «Chiamo gli uffici e mi dicono che non hanno ancora informato Equitalia che sto già procedendo al pagamento. Dicono che lo faranno a breve». Ma non avviene. E il 23 maggio l’imprenditore viene chiamato dalla banche, che gli comunicano che Equitalia ha bloccato i suoi conti correnti, non solo quelli intestati alla società, ma anche delle aziende collegate. «Ho sempre pagato le tasse e fatto tutto in regola. Ma evidentemente non basta».

s.bartolini

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