Imputato si accascia in aula Paura al tribunale di Varese

VARESE Attorno a mezzogiorno si è accasciato a terra all’improvviso, rantolante, nella “gabbia” dove trovano posto gli imputati detenuti in attesa di processo, nel tribunale di piazza Cacciatori delle Alpi.

I primi a prestargli soccorso sono stati gli agenti di polizia penitenziaria, poi è intervenuto il personale dell’Areu. La vittima del malore è un cittadino tunisino di 48 anni residente a Morazzone. Era alla sbarra con l’accusa di aver vessato, malmenato e violentato la moglie marocchina, più giovane di lui di ben 23 anni. Secondo la procura, l’uomo avrebbe rivolto le proprie violente attenzioni (non di natura sessuale) anche nei confronti dei due figli piccoli.I fatti che gli vengono contestati risalgono al marzo 2011, ma i maltrattamenti si sarebbero protratti a lungo nel tempo prima che la donna e i bimbi potessero trovare rifugio in una comunità protetta. Ieri per l’imputato, difeso dall’avvocato Marco Natola, sarebbe dovuto essere il giorno del redde rationem.

Dopo la discussione fra le parti, il giudice<+nero> Anna Azzena avrebbe dovuto emettere la sentenza (il pubblico ministero<+nero> Sabrina Ditaranto<+tondo> sembrava intenzionata a chiedere una dura condanna). Ma il clamoroso colpo di scena ha costretto il giudice a rinviare l’udienza.

Il tunisino è stato condotto all’ospedale di Circolo per accertamenti. È possibile che il malore sia stato provocato da una crisi ipoglicemica. Secondo quanto appreso, erano cinque giorni che rifiutava il cibo.Resta da capire se il digiuno autoimposto fosse dovuto alla tensione per il verdetto ormai imminente, o se si sia trattato di una lucida strategia tesa ad allontanare quanto più possibile la sentenza, magari sperando in un’improbabile scadenza dei termini di custodia cautelare in carcere. L’uomo non è nuovo a simili disavventure. Tempo addietro era già stato protagonista di un tentativo di suicidio (o presunto tale) in ospedale. E. Rom.

e.marletta

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