Una Salesiana completa, con il carisma incorporato nel sorriso. Ha continuato ad insegnare ai ragazzi della scuola secondaria di primo grado fino a diecin giorni fa, nonostante l’incalzare della malattia.
Fedele, anche negli ultimi passi, al senso del suo intero cammino esistenziale: l’educazione per i giovani e l’amore per il prossimo.
Non occorre sforzarsi molto per avere misura dell’impronta indelebile lasciata da suor Oddina Borroni nelle persone e nei luoghi che l’hanno amata: c’è un’intera comunità che la sta piangendo, in quel giorno dopo che è di dolore ma anche di ricordo.
Nei lunghi corridoi della Casa Maria Ausiliatrice di Casbeno è racchiuso il sentore della sua assenza: nel pienone di domenica sera, quando la cappella dell’istituto non è riuscita a contenere tutta la partecipazione commossa per il rosario; nel silenzio e nel vuoto di ieri mattina, interrotto solo dal pellegrinaggio alla camera ardente.
Lo smarrimento è mitigato dalle parole delle sue consorelle: «Era molto amata – ricorda suor – perché aveva una capacità innata di attenzione verso le persone, soprattutto verso i giovani. E con essa connaturava ogni sua attività, dall’insegnamento al ruolo di delegata provinciale delle ex allieve, dal consiglio pastorale all’impegno nella catechesi».
Ed allora sono più buie anche le stanze dell’oratorio, lo è il campo da calcio, lo è soprattutto l’animo dei ragazzi che hanno perso un punto di riferimento.
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