Siamo agli sgoccioli. Manca un solo giorno alla scadenza dei termini di iscrizione al prossimo campionato di Lega Pro. Ci sarà anche la Pro Patria?
In Emilia sono sicuri: sì, ci saranno anche i tigrotti. Lo dice l’edizione odierna de “Il Resto del Carlino”, secondo la quale mancherebbe solo l’ufficialità per sancire il passaggio di proprietà della società biancoblù da Pietro Vavassori ai due gruppi capitanati da Fulvio Collovati e Patrizia Testa.
Al momento, però, Vavassori non conferma. E dunque ancora nulla va dato per scontato.
Riferiamo le ultime parole che ci ha detto il patron prima di imbarcarsi su un volo per l’Estremo Oriente: «Non c’è ancora niente di definito e io non metterò nessuna fideiussione».
Insomma, il dado non è ancora tratto. Certo, la trattativa non si è mai interrotta, e lo stesso Vavassori – pur non essendo presente di persona – continua a lavorare per giungere a un’intesa totale prima che sia troppo tardi. Ossia: entro domani. Di spigoli da limare ce ne sarebbero ancora diversi, di carattere economico e tecnico. Ma si lavora, si lavora sodo e senza sosta per trovare la quadra.
Cosa accadrebbe se l’affare andasse in porto?Fulvio Collovati (e il suo gruppo) diventerebbe l’azionista di maggioranza della Pro Patria con il 70% delle quote. L’ex campione del mondo assumerebbe la gestione sportiva della società, divenendo il responsabile dell’area tecnica. A Collovati non mancano contatti e conoscenze nell’ambiente dei procuratori e direttori sportivi, anche di squadre di Serie A: questo dovrebbe permettergli di portare a Busto diversi prospetti interessanti e giovani promesse da
valorizzare. Il restante 30% delle quote passerebbe all’immobiliarista bustocca Patrizia Testa, il cui insediamento in via Ca’ Bianca è stato invocato da alcuni tifosi che l’altra sera hanno scritto sui muri dello “Speroni”: “Per la nostra maglia e città… Patrizia Testa salva questa società!”. Del “gruppo Testa” fanno parte l’imprenditore Angelo Zaro (già presidente della Pro Patria per un breve periodo nella prima fase dell’era Vavassori) e il commercialista legnanese Nazareno Tiburzi.
Altra domanda: nel caso in cui la cessione andasse in porto, Alessandro Merlin e Paolo Tomasoni (rispettivamente attuale direttore sportivo e allenatore della Pro Patria) resterebbero al proprio posto? Non è detto.
I due godono della fiducia incondizionata di Vavassori, che li ha personalmente scelti. Ma non è un mistero che il gruppo capitanato da Patrizia Testa preferirebbe – in quei due ruoli chiave – uomini di fiducia come il direttore sportivo Stefano Ragazzoni (già al Santhià e al Voghera, tra le altre) e l’allenatore Alessandro Oliva, ex tecnico della SolbiaSommese. Non si può dunque escludere che, una volta firmati gli accordi per l’acquisizione della società, Testa esautorasse Merlin e Tomasoni per insediare al loro posto Ragazzoni e Oliva.
Una rivoluzione nello staff tecnico che metterebbe la Pro Patria nelle condizioni di dover ripartire da capo anche sotto questo aspetto (Merlin e Tomasoni sono al lavoro da più di 40 giorni). Ma qui siamo davvero nel campo delle ipotesi e, del resto, in caso di avvenuta iscrizione, la rosa biancoblù verrebbe comunque largamente rivista, rispetto a quella che ha svolto la preparazione precampionato.
In questo momento l’unica cosa che conta è che la Pro Patria riesca a iscriversi al campionato di Lega Pro, iniziato nello scorso week end.
Come accennavamo all’inizio, secondo “Il Resto del Carlino” è quasi fatta, mancherebbe in pratica solo l’ufficialità. Vavassori, però, ancora non conferma, lasciando anzi intendere che un’intesa davvero completa va ancora trovata. La piazza intanto freme, in attesa della sospirata, attesissima, fumata bianca. Ancora ventiquattro e sapremo.