In mille per Nichi Vendola E Varese trova il suo leader

In mille per Nichi Vendola E Varese trova il suo leader

VARESE (lr) Lasciate le auto parcheggiate ovunque tra Brunella, centro e Montello, questa mattina un fiume di oltre mille persone a piedi ha affrontato la salita in acciottolato che porta al De Filippi per ascoltare le parole del leader Nichi Vendola, l’uomo che parla di futuro e regala speranza alle diverse anime del centrosinistra, laici e cattolici. Tra la folla che ha accolto il governatore pugliese non c’erano solo i “compagni” di Sinistra ecologia e libertà, gli “amici” di altri partiti del centrosinistra e i sindacalisti. C’erano esponenti del mondo delle associazioni (come i ragazzi di Legambiente che hanno raccolto centinaia di firme contro il nucleare), famiglie con bambini, elettori delusi, lavoratori in difficoltà e soprattutto tanti ragazzi ventenni e trentenni che è sempre più raro vedere partecipi di appuntamenti politici. Alcuni esponenti di questo variegato mondo hanno preso la parola dal palco, raccontando a Nichi Vendola la loro realtà. Ha cominciato Franca Marino, ricercatrice dell’università dell’Insubria e portavoce della «Rete 29 aprile» contraria all’aziendalizzazione degli atenei delineata dalla Gelmini e poi i tagli e le concessioni di Tremonti: «Dopo le proteste il ministro ha promesso un fondo speciale per assumere i ricercatori, ma noi non vogliamo l’elemosina, vogliamo le borse di studio basate sul merito non come costo ma come investimento sulla cultura che è motore di sviluppo del paese». Voglia di futuro nelle sue parole e in quelle di Manuela Frangini,

tra i 500 lavoratori della Livingston in cassa integrazione: «Siamo contenti degli ammortizzatori sociali ma siamo pronti a restituire tutto quanto oggi stesso, in cambio della possibilità di continuare a lavorare per noi, per il nostro Paese e la nostra provincia che conta 64 mila aziende ma anche 36mila disoccupati soprattutto tra i giovani, dato che uno su 5 non ha lavoro». In sala ad applaudila anche i precari dello sportello immigrazione di Prefettura e Questura in scadenza di contratto senza prospettive di rinnovo.Poi l’intervento di Djibril Thiam, senegalese a Varese da 18 anni: «In tutti questi anni non ho visto grandi esempi di integrazione. Non uno degli stranieri che ho visto impegnarsi nella società ha visto riconosciuto il suo lavoro. Vorrei che gli stranieri potessero condividere davvero progetti di sviluppo con gli italiani di buona volontà».Djibril ha quindi consegnato a Vendola la lettera sottoscritta dal movimento Ubuntu di Varese. Il primo di una serie di “doni” che hanno raggiunto l’acclamato “Nichi” sin dentro l’auto che l’ha portato a Milano: la lettera del Comitato per la Palestina, due libri “La bicicletta nella resistenza” e “La tv che non c’è” e infine due foto di precarietà: una ragazza in manifestazione a Milano con il cartello “Non è un paese per giovani” e una precaria della Vodafone con il cartello “Vendesi”. «Spero che non dimentichi mai queste situazioni», ha detto Manuel, il giovane fotografo al leader.

s.bartolini

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