In quattromila da Varese per i vent’anni di Pontida

In quattromila da Varese per i vent’anni di Pontida

VARESE Il ventennale di Pontida si festeggia sotto l’acqua, ma poco importa ai 4 mila varesotti che ci sono andati. «Nessun problema, mi sono portato l’ombrello», ribatte Carlo Piatti che stamattina alle 8,30 salirà sul pullman in piazzale Kennedy per la sua prima volta da segretario del capoluogo. Ben consapevoli e non troppo felici del bagno di fango che li aspettava, i leghisti di casa nostra sono partiti di prima mattina per raggiungere il tradizionale pratone che ogni anno raccoglie i circa 90 mila del raduno padano per eccellenza. I più giovani però erano già arrivati a presidiare il campo con un giorno di anticipo per dare il via ufficiale all’adunata leghista con il falò di mezzanotte. La manifestazione del Carroccio infatti comincia a tutti gli effetti il sabato prima. I Giovani Padani che piazzano tende e camper, installano griglie qua e là per cuocere le tipiche salamelle da sagra paesana (quest’anno da Varese ne sono partiti 15 chili solo per il sabato), mettono in mostra striscioni e bandiere di ogni dimensione. Anzi, si danno battaglia a suon di striscioni e bandiere, tanto che proprio alla Lega Nord appartiene il guinness dei primati regolarmente certificato per la bandiera più grande del mondo. Quest’anno però niente guinness, anche se un record in salsa leghista ci sarà: c’è un Alberto da Giussano alto 10 metri che è stato posizionato a destra del palco. Tutto intorno sono stati allestiti gazebo in quantità, prevalentemente delle associazioni padane e dei movimenti giovanili territoriali, oltre a quelli

gastronomici e per la vendita di gadget di ogni genere, che, neanche a dirlo, saranno rigorosamente marchiati con il Sole delle Alpi. Dalla provincia di Varese sono partiti 38 pullman con poco meno di 2 mila persone. A questi vanno aggiunti altrettanti militanti e simpatizzanti che alla lentezza del pullman hanno preferito la comodità dell’auto, e ancora, quelli che di solito sfruttano moto e maxiscooter per salvarsi dall’agonia delle code in uscita dal raduno, ma che visto il meteo hanno desistito cedendo alla tentazione di un più comodo e asciutto abitacolo. «E’ un’occasione che nessun militante può perdere – dice il segretario di Varese – E’ un obbligo morale e poi è anche un piacere andarci. Possono incontrare i nostri rappresentanti politici ai vertici che ci raccontano in modo semplice cosa accade a livello italiano». I discorsi dal palco partono alle 10 di stamattina, ma quest’anno il tema centrale è praticamente già scritto nella pietra: il federalismo. «Lo chiedevamo da anni e adesso che siamo ad un passo dall’obiettivo qualcuno ancora cerca di frenare: dobbiamo far sentire la nostra voce da Pontida». A quella dei 90 mila, oggi si aggiungeranno anche le voci di esponenti di primo piano del panorama politico italiano, come i governatori Zaia e Cota, e poi Castelli e Calderoli, oltre naturalmente a quelle dei varesini ben noti alle folle come Reguzzoni, Giorgetti, Maroni, e per ultimo il leader Umberto Bossi, che alle 12,30 chiuderà il raduno prima del giuramento dei consiglieri regionali e del “Va’ pensiero”. Francesca Manfredi

e.marletta

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