In settecento per 180 posti Medicina è un terno al lotto

In settecento per 180 posti
Medicina è un terno al lotto

Pareri e commenti diversi per gli studenti dopo il test d’ingresso di ieri al corso di Medicina e Odontoiatria dell’Insubria.

C’è chi lo ha fatto per la prima volta, chi al terzo tentativo: emerge una grande determinazione ad accedere al corso di studi, ma accanto alle ambizioni ci sono perplessità e paura di non farcela. Inoltre ieri il Consiglio dei Ministri ha eliminato il tanto discusso “bonus maturità”.

Si sono presentati in 665 per 179 posti disponibili, cioè uno su quattro ce la farà (in dettaglio 159 per Medicina e Chirurgia e venti Odontoiatria e Protesi Dentaria), sui quasi duemila totali iscritti ai corsi a numero chiuso dell’Insubria.

Il test, a risposta multipla, da svolgere in cento minuti: 60 domande, di cui cinque di cultura generale e 25 di logica, 14 di biologia, otto di chimica e otto di fisica e matematica.

«Io ho la maturità scientifica almeno in alcune materie sono preparata, per chimica e biologia erano difficili, più possibili quelli di matematica – commenta un po’ delusa all’uscita dalla sua prova – è andata abbastanza bene per quelle di logica, a parte una difficile che aveva tutte risposte corrette ma si doveva indicare quale fosse la più giusta delle cinque».

La sua ambizione è la pediatria, ed è il secondo anno che prova a entrare all’università, come lei un’altra studentessa: «Non saprei dire come è andata, dipende se alcune risposte le ho azzeccate – dice – quelle di logica le ho trovate facili, per le materie scientifiche un po’ impossibili. Quello che vorrei fare da grande è il chirurgo, almeno lo spero».

Tra molti no comment, c’è anche chi per superare il test è venuto fino a Varese da Vicenza: «Rispetto all’anno scorso le domande di logica erano diverse come tipologia – dice , che come molti ha già un medico in famiglia – È il secondo anno che ci provo. Ho trovato il test più semplice perché ero più preparato. Su alcune domande di biologia ero in dubbio e ho lasciato in bianco. Quelle di fisica erano più difficili, abbastanza facili quelle di chimica. Mio padre è medico di base, ma io vorrei diventare medico chirurgo, ma intanto pensiamo ad entrare».

Tra le domande di cultura generale si chiedeva chi fosse l’autore del Don Chisciotte, ma quando si tratta di molecole è tutta un’altra storia. «Pensavo fosse più difficile – dice studentessa di origine iraniana – Fattibile la logica e biologia, chimica più complicata, matematica semplice. Ma non penso di avercela fatta, nel caso riproverò. Voglio fare il neurochirurgo, mi affascina perché tutto parte dal cervello e sogno di poter aiutare a recuperare pazienti in difficoltà».

«Troppo poco tempo per tante domande» dice, «Chimica è tosta davvero – aggiungono e – E in alcuni casi più di una sola risposta sembrava quella giusta».

«Per quelle di ragionamento logico i testi erano molto lunghi, il tempo non bastava neanche per i quesiti di matematica, servivano parecchi calcoli» dice di origini tunisine che vuole diventare il primo medico nella sua famiglia, il suo sogno è fare il chirurgo.

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