«Sono qui per dare una mano con le mie competenze e le mie capacità. Non certo perché sono attaccato a una cadreghina».
Dario Galli, consigliere d’amministrazione di Prealpi Servizi, nonché ex presidente della Provincia, non si scompone di fronte alla mozione del Pd con la quale vengono richieste le sue dimissioni. «Io sono un convinto localista – dice Galli – e quindi qualunque organismo elettivo ha il diritto di presentare quello che vuole».
Detto questo, ci tiene a ribadire come «mi sembra che viviamo in un periodo storico dove i veri problemi siano altri».
E quindi entra nel merito del suo ruolo in Prealpi. «La mia candidatura è stata portata avanti perché posso essere utile, per la mia esperienza, sul discorso dell’acqua. Va rilevato, a questo proposito, come in Provincia di Varese dopo due anni di nuova amministrazione sia tutto fermo». Sulla questione della rinuncia alla presidenza di Prealpi, precisa che «non c’era nessun problema ostativo, semplicemente non ritenevo di assumerla perché ero già stato presidente di Ato». E quindi torna a sottolineare: «Mi trovo in Prealpi solo per aiutare il territorio con le mie competenze. Non ho bisogno di quel posto per vivere, se dovessi rinunciare avrei tante altre cose da fare. Non ho certo il sedere incollato alla sedia». E sulla questione della situazione economica della Provincia, ricorda: «Ad oggi non si è fatto avanti ancora nessun creditore. Quando torneremo noi nella stanza dei bottoni, dimostreremo che avevamo ragione».













