Nessuna ipotesi di reato e nessun indagato, al momento, per il devastante incendio che nella notte di Capodanno ha colpito il disco bar Constellation di Crans-Montana, nel Canton Vallese. A chiarirlo è Beatrice Pilloud, procuratrice generale vallesana, in un’intervista alla televisione svizzera Rts.
Secondo quanto riferito dal magistrato inquirente, nel locale era presente un’uscita di sicurezza, circostanza confermata anche dagli accertamenti preliminari. I proprietari del locale, i cittadini francesi Jacques e Jessica Moretti, sono stati ascoltati esclusivamente come persone informate sui fatti. «Nei loro confronti non possono essere adottate misure coercitive perché, allo stato attuale, sono considerati innocenti», ha spiegato Pilloud. Solo eventuali perizie tecniche potranno stabilire se vi siano state responsabilità individuali: in quel caso le contestazioni potrebbero andare dall’omicidio colposo all’incendio colposo.
Tra le ipotesi analizzate dagli inquirenti, quella ritenuta più plausibile è che una candela posizionata su una bottiglia di champagne abbia innescato l’incendio, bruciando inizialmente il soffitto del locale e provocando poi il rapido propagarsi delle fiamme. Al momento, ha precisato la procuratrice, non vi sono elementi sufficienti per affermare che la schiuma fonoassorbente installata sul soffitto fosse irregolare o non conforme.
Intanto si aggrava il bilancio delle persone coinvolte. Gli italiani feriti sono ora 14, uno in più rispetto ai dati precedenti, mentre restano sei i dispersi. Lo ha reso noto l’ambasciatore d’Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado. Il bilancio complessivo aggiornato dalle autorità elvetiche parla di 121 feriti e 40 vittime. Cinque feriti e 36 delle persone decedute devono ancora essere identificate; quattro salme sono già state riconosciute e restituite alle famiglie. Le procedure di identificazione, hanno spiegato le autorità, proseguiranno nelle prossime ore e dovrebbero concludersi in gran parte tra oggi e domani, anche se per alcuni casi saranno necessari tempi più lunghi.
Sul posto è intervenuto anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha incontrato una trentina di familiari di cittadini italiani coinvolti nella tragedia. «Le famiglie chiedono notizie nel modo più rapido possibile e abbiamo garantito la massima disponibilità. Ho lasciato loro il mio numero di cellulare per un contatto diretto», ha dichiarato il ministro. Tajani ha confermato che la polizia svizzera ha già identificato sei corpi, precisando però che non si tratta di cittadini italiani.
Il consolato e l’ambasciata d’Italia in Svizzera restano pienamente operativi, con il supporto dell’Unità di crisi della Farnesina e di personale diplomatico dislocato nelle città dove sono ricoverati i feriti. «Nel caso in cui venissero confermate vittime italiane – ha aggiunto Tajani – siamo pronti a organizzare un volo di Stato con un C130». Al momento, tuttavia, si attende l’esito definitivo delle identificazioni.













