VARESE Lo starnuto non fa un’influenza come una rondine non fa primavera ma sulla prevenzione è bene giocare d’anticipo e non farsi cogliere impreparati. Anche perché lo scorso anno, l’ondata pandemica della suina aveva raggiunto il picco di aggressività tra fine ottobre e inizio novembre, con notevole anticipo rispetto ai tradizionali mesi “febbricitanti” di gennaio e febbraio. E per evitare di ritrovarsi a gustare il panettone con il termometro in bocca e una borsa del ghiaccio in testa, ecco che il vaccino antinfluenzale sarà messo a disposizione di medici e farmacie da venerdì. «Siamo pronti» confermano anche dagli uffici provinciali dell’Asl varesina che, come di consueto, predisporrà una campagna per la somministrazione gratuita dell’antinfluenzale alle categorie a rischio della popolazione (anziani, pazienti cronici, bambini molto piccoli o malati). I dettagli, con annesse date e modalità di accesso all’iniziativa, verranno resi noti a breve. Per ora la raccomandazione è una: vietato preoccuparsi e sconsigliato buttarsi sul vaccino con eccessiva tempestività: «Poiché il picco epidemico si raggiunge di norma tra gennaio e febbraio, il rischio di anticipare troppo la vaccinazione è che i benefici si riducano proprio nel momento in cui sarebbe più necessaria la copertura» spiega la dottoressa Franca Sambo, responsabile del servizio di igiene
e sanità pubblica dell’Asl di Varese. Opinione condivisa dal professor Paolo Grossi, primario del reparto di malattie infettive dell’ospedale di Circolo: «Lo scorso anno eravamo in presenza di una fase pandemica che si è chiusa ufficialmente il 10 agosto scorso. E dall’emisfero australe (dove l’inverno ha già mostrato i muscoli, ndr) non arrivano segnali di particolari criticità». Insomma, sarà un’influenza tutto sommato “normale” e il vaccino ci proteggerà da tre potenziali virus: l’AH1N1 (quello della suina “disinnescata”), l’AH3N2 e un ceppo B. Rispetto al 2009, niente doppia dose e minori preoccupazioni: «Lo scorso anno c’era stato il problema dell’arrivo del virus della suina quando ormai il vaccino era già in produzione». Di qui la distribuzione in provincia di circa 10mila vaccini contro la nuova influenza e di oltre 115mila dosi «tradizionali». Cala la preoccupazione anche per l’antigene dell’AH1N1: «La composizione, rispetto al passato, è diversa, non vi sono adiuvanti particolari» conferma la dottoressa Sambo che, per quel che riguarda le previsioni – sulla base di specifiche indicazioni in tal senso di ministero e regione – profila l’arrivo di «un’influenza sovrapponibile a quella dell’anno scorso». A fine ottobre comincerà la distribuzione ma la macchina è già in movimento in tutti i 12 distretti dell’azienda sanitaria locale.
s.bartolini
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