L’intelligenza artificiale entra sempre più nel laboratorio e incontra la biologia molecolare per provare a cambiare il modo in cui vengono progettati i farmaci. È questa la sfida al centro di SWIT-DREAMS, il nuovo progetto di ricerca transfrontaliero che punta a sviluppare una piattaforma italo-svizzera dedicata alla progettazione di anticorpi e bioconiugati di nuova generazione.
Il progetto è stato presentato ufficialmente alla Fondazione Novara Sviluppo, in occasione del kick-off meeting che ha riunito partner scientifici e referenti del programma europeo Interreg Italia-Svizzera, attraverso il quale l’iniziativa è stata finanziata con un budget complessivo di 1,37 milioni di euro.
Un investimento che mette in rete competenze scientifiche, capacità tecnologiche e ricerca applicata con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo di nuove molecole destinate alla medicina.
Un mercato in forte crescita
La ricerca si inserisce in uno dei settori più dinamici della farmaceutica mondiale: quello dei farmaci biologici.
Il comparto comprende, tra gli altri, anticorpi, nanocorpi e coniugati anticorpo-farmaco (ADC), molecole nelle quali una componente biologica viene associata a un principio attivo per indirizzarne l’azione.
Secondo le stime presentate nell’ambito del progetto, il mercato globale dei farmaci biologici vale oggi circa 256 miliardi di euro e potrebbe raggiungere gli 852 miliardi entro il 2035, con una crescita media annua stimata intorno al 13 per cento.
È all’interno di questo scenario che SWIT-DREAMS punta a costruire una filiera della ricerca capace di mettere insieme competenze diverse e complementari.
L’asse Novara-Milano-Ticino
Il progetto avrà una durata di 30 mesi e coinvolgerà quattro realtà tra università, ricerca e innovazione distribuite tra Italia e Svizzera.
A guidare il versante italiano sarà l’Università del Piemonte Orientale, attraverso il Dipartimento di Scienze del Farmaco. I gruppi dei professori Davide Ferraris e Tracey Pirali lavoreranno rispettivamente sugli aspetti biostrutturali degli anticorpi e sullo sviluppo dei bioconiugati, con il supporto dello spin-off accademico IXTAL.
Sul versante svizzero sarà coinvolta Choose Life Biotech SA di Bellinzona, guidata da Luca Varani, con competenze specifiche nello screening dei nanoanticorpi.
Un ruolo centrale sarà affidato anche all’Università degli Studi di Milano, dove il gruppo del professor Alessandro Contini si occuperà della modellazione molecolare attraverso l’intelligenza artificiale.
A completare la rete sarà il Consorzio Ibis di Novara, guidato dal presidente Luigi Panza e dalla direttrice Barbara Tosi, che seguirà gli aspetti legati alla comunicazione, alla supervisione e alla diffusione dei risultati scientifici.
Una collaborazione che collega quindi Novara, Milano e il Canton Ticino, creando una rete transfrontaliera nella quale ricerca accademica e innovazione tecnologica procedono lungo la stessa filiera.
Dalla scoperta del nanoanticorpo alla bioconiugazione
Il lavoro sarà organizzato in quattro fasi principali, pensate come tappe successive di un unico processo.
Il primo passaggio sarà l’individuazione e la selezione dei nanoanticorpi candidati, attraverso lo screening delle molecole potenzialmente più interessanti.
Si passerà quindi alla loro caratterizzazione biochimica e strutturale, necessaria per comprenderne proprietà e comportamento.
La terza fase rappresenta uno degli elementi più innovativi del progetto: le molecole selezionate verranno infatti analizzate e ottimizzate attraverso modelli computazionali e algoritmi di intelligenza artificiale. L’obiettivo è utilizzare la capacità di elaborazione dell’AI per supportare la progettazione e l’affinamento delle strutture molecolari.
Infine arriveranno la sintesi chimica e la bioconiugazione, cioè l’associazione dell’anticorpo o del nanoanticorpo con il principio attivo, per ottenere molecole con caratteristiche potenzialmente utili allo sviluppo di nuovi trattamenti.
Una piattaforma per accelerare l’innovazione
Il valore del progetto non risiede soltanto nelle singole tecnologie coinvolte, ma soprattutto nella loro integrazione.
Mettere in collegamento screening, analisi strutturale, modellazione con l’AI, sintesi chimica e bioconiugazione significa creare un percorso nel quale le diverse competenze possano dialogare direttamente, riducendo la distanza tra la ricerca di base e le successive fasi di sviluppo.
SWIT-DREAMS punta così a costruire una piattaforma transfrontaliera capace di valorizzare le competenze presenti tra Piemonte, Lombardia e Ticino e di rafforzare il ruolo dell’area nel panorama internazionale della ricerca biofarmaceutica.
Un progetto nel quale l’intelligenza artificiale non sostituisce il lavoro dei ricercatori, ma diventa uno strumento per analizzare, modellare e ottimizzare molecole sempre più complesse, mettendo la tecnologia al servizio della ricerca sui farmaci di nuova generazione.













