Intercettazioni/Per Quirinale ancora irrisolti problemi del testo

Intercettazioni/Per Quirinale ancora irrisolti problemi del testo

Roma, 14 lug. (Apcom) – C’è il caso di Nicola Cosentino a scuotere il Pdl. Ma dietro l’angolo sembra riaffacciarsi un altro nodo capace di produrre tensioni e fibrillazioni: le intercettazioni. La maggioranza, infatti, si trova alle prese con le modifiche al ddl reclamate a più riprese dalla componente finiana e sollecitate anche pubblicamente dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano. Secondo alcune fonti del Popolo della libertà, i miglioramenti annunciati ieri

dal Pdl e presentati sotto forma di emendamenti risponderebbero solo in parte alle linee guida ribadite in più occasioni dal Colle. Con il rischio di un ulteriore stallo che avrebbe irritato non poco il premier Silvio Berlusconi, che infatti oggi pomeriggio a Palazzo Chigi ha discusso anche di questo con lo stato maggiore del partito e ha riconvocato a sera Angelino Alfano, Fabrizio Cicchitto e Gaetano Quagliariello per mettere mano all’intricata vicenda.

Da giorni lo stato maggiore del Pdl, con a capo Alfano, è al lavoro per provare a modificare il testo. Un lavoro che forse non basterà, fatto questo per nulla gradito al Presidente del Consiglio. Raccontano le stesse fonti che fin da stamane il Cavaliere si sarebbe sfogato con i suoi uomini, lamentando la difficoltà di riuscire a venire a capo della vicenda e accarezzando anche la possibilità di rompere quel clima di appeasement inaugurato con il Colle. Berlusconi, dicono, avrebbe lamentato anche le difficoltà di governare trovandosi in una condizione che avrebbe definito di sovranità limitata.

Che il Quirinale non intenda partecipare ad alcuna trattativa sulle modifiche al ddl intercettazioni e che si astenga dal rilasciare qualsiasi `via libera` preventivo è chiaro da settimane. E allo stesso tempo, è chiara da settimane la posizione del Colle. Se “i punti critici” della nuova legge, come ha spiegato pochi giorni fa lo stesso Napolitano, sono quelli già indicati da “costituzionalisti ed esperti della materia” è difficile pensare che le modifiche finora apportate possano essere considerate sufficienti e complete.

La partita è ora, e ancora, nelle mani della maggioranza che deve trovare una soluzione sulla quale pesano anche i regolamenti parlamentari: il testo infatti, in terza lettura a Montecitorio, è stato licenziato con modifiche già approvate da Camera e Senato e sulle quali, dunque, non si può più intervenire.

Tom/Vep

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