Roma, 3 lug. (Apcom) – Il premier Silvio Berlusconi si scaglia contro “la piccola lobby di giornalisti e giudici” che si oppone alla legge sulle intercettazioni e il capogruppo del Pd a Montecitorio Dario Franceschini ‘apre’ ai finiani. Il ddl intercettazioni, calendarizzato per il 29 luglio alla Camera, tiene banco anche oggi tra polemiche e annunci.
E’ il presidente del Consiglio a difendere, in una intervista al Tg4, la bontà della legge che “non è un attacco alla libertà di stampa ma una difesa dei diritti dei cittadini a non essere spiati quando telefonano”. Insomma, puntualizza il Cavaliere, “il problema è che siamo tutti spiati, non è tollerabile” e “il 95% degli italiani la pensa come noi, una piccola parte di giornalisti e giudici è contraria”.
Intanto il Pd offre una sponda ai finiani, annunciando con Franceschini, di essere pronto a votare gli emendamenti
dei deputati finiani al ddl intercettazioni che “tendono a
migliore il testo o contenerne i danni”. “Presenteremo emendamenti in grado di eliminare le parti più pericolose del provvedimento – spiega Franceschini -. Ma lavoreremo, come è nostro dovere fare, per limitare i danni prodotti dalle norme introdotte. Anche per questo, sin dai lavori della Commissione, potremo votare a favore di quegli emendamenti presentati dai deputati finiani che tendono a migliore il testo o contenerne i danni”.
A Franceschini risponde il finiano Italo Bocchino plaudendo al fatto che “il Pd condivida posizioni di destra sulla legalità e che sulle intercettazioni si dica disponibile a convergere nel corso dell’iter parlamentare”. Ma l’opposizione non deve fare giochi tattici, avverte Bocchino, “deve aver chiaro che l’obiettivo è portare il Pdl sulle nostre posizioni perché aderenti al parere degli elettori di riferimento e non spaccare il partito con la complicità tattica degli avversari politici”.
Vep
© riproduzione riservata










