Intercettazioni/ Roberto Saviano: Non avrei mai scritto Gomorra

Intercettazioni/ Roberto Saviano: Non avrei mai scritto Gomorra


Roma, 22 mag. (Apcom)
– “Se ci fosse stata questa legge non avrei potuto scrivere intere parti di Gomorra, il cui dialogato talvolta è formato da intercettazioni che ho utilizzato molto prima del rinvio a giudizio e che avevano un valore di inchiesta ancor prima che un valore giudiziario”: lo scrive Roberto Saviano in un intervento su ‘Repubblica’ a proposito del ddl intercettazioni.

Nel disegno di legge “è anche inserito un emendamento, la ‘norma D’Addario’ che regolamenta l’uso delle registrazioni. Seguendo quanto prescritto non avrei potuto registrare molte delle testimonianze che ho raccolto senza l’esplicito consenso del mio interlocutore e che ho riportato in Gomorra; testimonianze che di certo non sarebbero rientrate in quelle eccezionalmente fatte per la sicurezza dello Stato”, afferma lo scrittore. “Molte vicende non sarebbero mai venute alla luce e benché spesso io abbia omesso i nomi reali e mi sia limitato a raccontare i meccanismi, credo che neppure quello sarei stato in grado di fare, rischiando pene severissime. Quando, non molto tempo fa, ho incontrato un pentito e ho registrato quello che mi ha raccontato, l’ho fatto senza sua autorizzazione e senza sapere quale sarebbe stato l’esito di quell’incontro. Di fatto, se non c’è reato in quello che viene registrato, si rischia molto e questo può pregiudicare anche la lotta alle estorsioni poiché chi ne è vittima e decide di presentarsi microfonato a un colloquio, se l’estorsione non avviene ed è scoperto a registrare, rischia fino a quattro anni di carcere”.

“Tutto questo – conclude Saviano – per dire che togliere la
libertà a chi racconta, togliere gli strumenti per capire cosa
sta accadendo non è un modo per difendere il diritto delle
persone, non è un modo per salvaguardare la privacy”.

Ska

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